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IL CASO/ E se nel Purgatorio di Dante ci fosse anche Erich Priebke?

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Erich Priebke (1913-2013), ex ufficiale delle SS (Infophoto)  Erich Priebke (1913-2013), ex ufficiale delle SS (Infophoto)

Certo che fu davvero politicamente scorretto Dante Alighieri quando decise di salvare Manfredi di Svevia, assegnandogli un posto nell'Antipurgatorio! Per quanto, infatti, costretto a fare anticamera per un periodo lungo trenta volte il tempo della sua scomunica, il figlio naturale dell'imperatore Federico II, uno dei più acerrimi nemici di Santa Romana Chiesa, non andava all'inferno, ma addirittura (scontate le sue pene e purgatosi dai suoi peccati) poteva legittimamente aspirare al paradiso.

Manfredi incontra Dante nel III canto del Purgatorio. Egli, re di Sicilia, era morto durante la battaglia di Benevento, nel 1266, in fama di dannazione: la propaganda guelfa lo dipingeva come un essere moralmente corrotto, un epicureo ateo, un sospetto parricida. Insomma, un vero e proprio mascalzone. E lui stesso lo confessa candidamente. Dante gli mette in bocca quel verso ("Orribil furon li peccati miei") che conferma, inequivocabilmente, che i Guelfi avevano ragione a farne un demonio. Piazzarlo nel Purgatorio, quindi tra gli spiriti "ben finiti", addirittura "eletti", dovette suonare scandaloso ai lettori di Dante ed è una conferma della libertà e della serenità con la quale il Sommo Poeta guardava alla storia tutta.

Dante doveva far capire bene ai suoi contemporanei un concetto in qualche modo "scandaloso" e tipicamente cristiano: Dio è amore misericordioso e "la bontà divina ha sì gran braccia,/ che prende ciò che si rivolge a lei". Nel momento dell'incontro, nel momento in cui si rivela, Manfredi sorride, quasi pregustando lo stupore di chi ha davanti. Lui, che tutti credevano perduto e condannato, era invece salvo, perché proprio sul punto di morte, gravato di tutti i suoi "orribili peccati", si era "reso", in pianto e pentito, "a quei che volentier perdona".

Dovevo far capire questo scandalo ai miei studenti, l'altro giorno. Dovevo far capire la scorrettezza di Dante. Dovevo metterli di fronte al paradosso di un Dio che accoglie nella sua misericordia infinita anche il peggiore peccatore che si rivolge a lui. E sono stato scorretto anch'io. Il fatto è che se, per una stramba ipotesi, il signor Priebke in punto di morte ha fatto quello che ci viene raccontato dal Manfredi dantesco, allora anche lui è salvo. La reazione è stata un misto di incredulità e di indignazione. "No, lui no! È impossibile, inammissibile!". Ma non c'è un no. Dante ci dice che Dio non chiude mai la porta in faccia a nessuno, fino all'ultimo istante. Non l'ha chiusa al ladrone che scontava i suoi orribili peccati sulla croce. 



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COMMENTI
18/10/2013 - Il carissimo amico Gianluca Zappa (Francesco Giuseppe Pianori)

Meraviglioso articolo del poeta, cantautore e amico Gianluca Zappa. E' una vera fortuna che noi tutti uomini non siamo Dio o, come dice una bella battuta, "Dio esiste, ma non sei tu: rilassati!" Io prego sempre perché in Paradiso ci siano anche Hitler, Stalin, Mussolini e tutti i Capitalisti ladri, che hanno affamato e distrutto popoli interi per la loro passione per il denaro ed il potere. In fondo Dio ci ha creato perché stessimo sempre con Lui, no?! Lasciamo a Lui il giudizio e la misericordia.

 
17/10/2013 - Ma Dante ha scritto anche l'Inferno (Giuliana Zanello)

Non so perché, ma non mi piace. A quali scalmanati ci si riferisce? Mi risulta che in giro non ce ne siano di un solo tipo. E' naturale che non possiamo sapere, tuttavia o tacciamo, o accettiamo di prenderci qualche responsabilità. Come Dante - e chiedo scusa se mi permetto di strapazzarlo a mia volta - ha fatto, tante e tante volte, nella prima cantica. Dove non intendeva certo sostituirsi a Dio né negare la possibilità del pentimento finale, ma ha corso il rischio, nell'imperfezione tutta umana, di tirare le conseguenze di ciò che di una vita s'è visto. E anche questo bisogna pur imparare a fare, perché non sia spento il libero arbitrio. E allora, per esempio, Guido da Montefeltro, che si sentiva giustificato perché aveva obbedito a un ordine del Papa, è nel profondo dell'Inferno. Ebbene sì, anche lui così dice, di avere obbedito a un ordine, e per di più del Papa.

RISPOSTA:

Vorrei precisare che Guido di Montefeltro si trova all'inferno perché non si è veramente pentito, non ha veramente rigettato da sè il male e in questo è stato ingannato ("ch'assolver non si può chi non si pente,/ nè pentere e volere insieme puossi"). Dante è rigoroso, perfettamente ortodosso. Manfredi, invece, si è sinceramente pentito, fino alle lacrime. Qui si parla di un pentimento vero, di fronte a Dio, col quale non si può barare. Confesso (l'ho anche scritto) di non sapere quale sia stata la situazione di Priebke. Nessuno di noi lo sa. E proprio per questo ritengono di dover guardare alla sua vicenda in modo meno giacobino. Ma c'è un altro aspetto del canto III del Purgatorio che in qualche modo è strabiliante. Manfredi parla del proprio corpo, che fu tirato fuori dalla tomba provvisoria e buttato fuori territorio, senza nemmeno una sepoltura, dal vescovo di Cosenza. Questo infierire sul corpo di Manfredi ricorda molto da vicino quello che sta succedendo col corpo di Priebke. Grandezza di Dante. GZ

 
17/10/2013 - Piccolo dubbio 2 (Valentina Timillero)

".....Le vittime dell'eccidio in Paradiso", scrive Sala. E chi l'ha detto?

 
17/10/2013 - Piccolo dubbio (Duilio Sala)

Concordo pienamente con quanto detto nell'articolo, stravedo da sempre per Dante e anch'io dico che la misericordia di Dio è veramente infinita. Ma ora voglio fare (letteralmente!) l'avvocato del diavolo e mi chiedo "ma le 335 vittime dell'eccidio che (come presumo) sono già in Paradiso, vedranno di buon occhio l'arrivo in Paradiso dell'anima di Priebke?" Scherzavo! Saluti

 
17/10/2013 - Manfredi e Priebke (Carla D'Agostino Ungaretti)

Magnifico confronto! Questo articolo avrebbe dovuto essere letto agli scalmanati di Albano e (perdonate la sincerità) ai nostri "fratelli maggiori". Chi ci dice che Priebke, nell'ultimissimo istante di respiro, non abbia invocato la misericordia di Dio? Io prego perché lo abbia fatto.