BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RAGIONE E FEDE/ Luigi Negri: cosa vuol dire difendere la Chiesa dagli idoli del "mondo"?

Pubblicazione:

Mons. Luigi Negri (Infophoto)  Mons. Luigi Negri (Infophoto)

Di qui una serie di riflessioni tutt'altro che scontate sul nesso tra la religione e il cristianesimo, nella selva delle relazioni e delle dissomiglianze tra i due continenti di senso e domande ultime e penultime. Perché la cultura o è un avvenimento che corrisponde alle domande degli uomini vivi – che si incontrano sempre, prima o poi – o è quel che a Roma definiscono efficamente "fuffa", cioè il niente condito con pezzi di ideologie e affastellati sul terreno degli interessi di questo o quel ceto dirigente di quest'Italia intrisa fino al midollo di nichilismo non più neanche gaio.

Ecco allora che anche l'altro punto sorgivo della riflessione del vescovo di Ferrara, dedicato alla dottrina sociale della Chiesa, risulta utile al dibattito politico di oggi, soprattutto per il suo elemento di inattualità: il porsi della dottrina sociale come esito della Traditio, della teologia prodotta in questo alveo e del Magistero. Senza fondamenti, il problema del/nel presente è semplicemente la proiezione o di un mio tarlo mentale o di un mio, pur legittimo, tornaconto. Troppo poco in entrambi i casi. Oppure troppo, nella concezione di qualche altra "cattedra di pensiero", ma non si afferra la cifra della questione, anche in questo caso.

Negri non parla per perifrasi o ammiccamenti ed è dunque un uomo prima ancora di essere un pezzo della struttura ecclesiastica, non iscritto al "partito clericale" (Péguy) e, dunque, non clericale. Un vescovo non clericale che vince il premio della cultura cattolica è una profezia per i nuovi giorni?

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.