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Papa-Scalfari/ L'intervista a Bergoglio: "il cambio di un'epoca"

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Nell’edizione di ieri di Repubblica è stata pubblicata l’intervista al Papa da parte di Eugenio Scalfari. Il fondatore del noto quotidiano è stato entusiasta di poter ospitare sulle pagine della sua creatura l’intervento di Bergoglio, poiché ha intravisto in lui un modo rivoluzionario di intraprendere il mandato al soglio di Pietro. “Se la Chiesa diventerà come lui la pensa e lui la vuole, sarà cambiata un’epoca”. Secondo quanto si evince dalle dichiarazioni di Francesco, la Chiesa sta attraversando un periodo di cambiamento e l’esigenza primaria in questo contesto è cercare di capire il movimento di questa nuova società e modellarla sulle istanze cristiane aprendo al dialogo anche con ciò che è altro dalla fede cattolica.

Molti passi in avanti sono stati fatti anche dal punto di vista della finanza interna alla curia romana, tema caro, forse troppo caro, ai critici laici che hanno esasperato i toni dopo la parentesi Marcinkus. Il nuovo Papa ha una maniera speciale di rivolgersi al prossimo, al suo pubblico e ai suoi fedeli: un sensazionale spirito di amicizia e semplicità che trascende il suo ruolo e lo eleva a cittadino del mondo.

Importante a riguardo è il tema, da lui sollevato più volte, sul rapporto tra Chiesa e mondo. Il volere di Bergoglio è quello di continuare a rafforzare il dialogo con le altri fedi e con le istanze che vengono presentate dalla società moderna: “Il Vaticano, dopo il Concilio secondo, decise di guardare al futuro con spirito moderno. I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti ma dopo allora fu fatto ben poco in quella direzione. Io ho l’umiltà e l’ambizione di volerlo fare”. Da queste parole traspare il coraggio di una persona animata dalla passione verso il genere umano a prescindere dalla lontananza culturale che separa le persone che abitano le parti più del mondo.

Anche in tema di amministrazione politica interna allo Stato della Chiesa il Papa ha dato un fondamentale contributo: “ho deciso come prima cosa di nominare un gruppo di otto cardinali come consiglieri, non cortigiani ma persone animate dai miei stessi sentimenti. Questo perché la Chiesa deve avere un’organizzazione non soltanto verticale ma anche orizzontale”. Alla luce di queste parole si auspica solo il meglio per Bergoglio e gli facciamo i migliori auguri affinché riesca a perseguire gli obiettivi prefissati.



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