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NEGAZIONISMO/ Il giurista: c'è chi usa la Shoah contro la democrazia

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Auschwitz (Infophoto)  Auschwitz (Infophoto)

La questione non è se abbia o meno senso, ma che sta prendendo corpo una nuova figura che è il cosiddetto “abuso di diritto”. Chi afferma che la Shoah non sarebbe mai esistita fa uso della libertà e dello stesso sistema democratico per riproporre eventi storici in una chiave diversa. Si giunge addirittura a negare che questi fatti siano accaduti, per rilegittimare determinate forme di governo. Ciò è in contrasto con un’opzione che fu compiuta alla fine della seconda Guerra mondiale, in modo particolare in Italia e in Germania. I tedeschi hanno previsto l’introduzione di una democrazia cosiddetta “protetta”.

 

Di che cosa si tratta?

Una norma della Costituzione di Berlino stabilisce che chiunque usi i diritti fondamentali per attentare all’ordine democratico può incorrere nella sanzione della perdita del godimenti di questi diritti. E’ quindi un sistema in cui la democrazia è protetta proprio nell’esercizio dei diritti. Nella Costituzione italiana questo elemento di protezione c’è solo ed esclusivamente riguardo al Partito Fascista. Dal punto di vista costituzionale ci sono delle basi giuridiche per legittimare questa opzione. In Germania ciò implica una limitazione dei diritti fondamentali costituzionalmente possibile, mentre in Italia questo stesso limite grava sugli articoli 2 e 21, relativi rispettivamente ai diritti dell’uomo e alla libertà d’espressione.

 

Perché allora non prevedere la stessa limitazione anche nei confronti degli stermini comunisti, per esempio le foibe?

Un’ipotesi del genere non è da escludere, qualora esistesse un negazionismo nei confronti delle foibe. Il punto è che certi gruppi si muovono affermando la negazione della Shoah in quanto fatto storico. Per quanto riguarda invece il comunismo, tutto sommato non vi sono stati risvolti negazionisti. Qualora si presentassero, si potrebbe però rispondere creando una norma simile a quella sulle camere a gas.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
21/10/2013 - negare l'evidenza (luisella martin)

Siamo sicuri che la norma costituzionale di Berlino sia giusta ed opportuna? Forse così si difende la democrazia, sebbene io credo che la democrazia debba essere difesa, dopo essere stata scelta, dai cittadini e non da una legge. Ma non è questo, secondo me, il modo di difendere la libertà che viene prima della democrazia, come diritto dell'uomo. Nelle tavole scritte da Dio e portate da Mosè non c'era un comandamento scritto per assicurare democrazia al popolo di Israele, non c'era una norma che dicesse: "Chi nega l'esistenza di Dio verrà incarcerato". La libertà, a mio modesto parere, consiste anche nel potere negare l'evidenza; se affermo che l'Impero Romano non è mai esistito è perché voglio tradire una cultura millenaria o semplicemente perché voglio fare un dispetto al mio professore di storia? Credo che ciascuno di noi abbia il diritto, in uno stato democratico, di essere sciocco o pazzo o cattivo.