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RAGIONE & FEDE/ Josef Seifert e quella libertà che "salva" il pensare umano

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Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-01) (Immagine d'archivio)  Caravaggio, Incredulità di San Tommaso (1600-01) (Immagine d'archivio)

Quella di Seifert è una sintesi utile, quindi, e mai prima tentata con questa completezza e originalità. Altrettanto originale anche la sezione dedicata alla libertà, in cui argomentazioni classiche si alternano ad altre che risentono del kantismo e ad altre ancora debitrici ai maggiori maestri di Seifert, Gabriel Marcel e Dietrich von Hildebrand. In poche, scorrevoli pagine il filosofo austriaco dimostra che "non rimane niente della fede ebraico cristiana se non siamo liberi" e produce alcune stringenti riflessioni sui quesiti "qual è l'essenza della libertà" e − più radicalmente – "la libertà esiste?" Le sue probabilmente sono più "mostrazioni" che dimostrazioni: ci fanno scoprire la libertà nel suo mostrarsi in atto e confutano coloro che la negano. Ma Seifert non è un razionalista. E quindi sa bene che se qualcuno intendesse dimostrare la libertà, essa sarebbe vincolata a ciò che la dimostra, e in quanto vincolata non sarebbe più libera.

(Eugenio Andreatta)




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