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LETTURE/ Alvaro Mutis, il viaggio verso l’"interno" non finisce mai

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Alvaro Mutis (1923-2013) (Immagine d'archivio)  Alvaro Mutis (1923-2013) (Immagine d'archivio)

Avvicinarsi all'opera di Alvaro Mutis è viaggiare in una galleria di paesaggi tropicali che hanno il loro centro a Coello, un paese nel dipartimento di Tolima, sul fiume Magdalena, in Colombia. Partendo da lì non solo si attraversano il fiume o la vicina Cordillera centrale delle Ande colombiane ma si solca il mare fino a trovarsi in Europa, sebbene tutti questi luoghi costituiscano un motivo per addentrarsi nei suoi personaggi.

Nei suoi 90 anni di vita Mutis ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti importanti , tra i quali il Médicis Étranger e Roger Caillois di Francia, i premi Nonino, Città di Trieste di Poesia e Rossone d'Oro d'Italia, oltre a quelli che generalmente si riconoscono a scrittori di lingua spagnola come il Príncipe de Asturias, il Cervantes, oltre ad altri ricevuti in Colombia e Messico.

Per capire come un lavoro sicuramente segnato dalla geografia colombiana può diventare universale abbiamo conversato con Paola Diana Guzman, dottore di ricerca in Letteratura presso l'Università di Antioquia. Il primo punto da chiarire è che i personaggi di Mutis non appartengono agli abitanti di un territorio, sono viaggiatori costanti. Il riferimento obbligato è Maqroll, il marinaio, il protagonista della maggior parte dei suoi romanzi. Si tratta di un avventuriero intellettuale ed europeo, che è appassionato di montagna e della vicina regione colombiana di Magdalena. Durante le sue avventure nelle quali incrocia personaggi appartenenti all'illegalità, la narrazione di Mutis è lenta e le scene si susseguono come dipinti. Ma non è il caldo tropicale che interessa, o la vegetazione lussureggiante, a Mutis interessa l'uomo in quanto tale.

Il dialogo si muove, quindi, dalla geografia all'essenza dell'essere umano. Maqroll è un'idea individuale del suo tempo, non coincide con l'epoca né i luoghi dove lo descrive Mutis. "È come collocare un essere anonimo esempio della modernità in un contesto rurale della Colombia della metà del ventesimo secolo" dice Diana. "Maqroll non si aspetta nulla, perché secondo Mutis, ad una maggiore lucidità corrisponde altrettanta disperazione e più quest'ultima è presente e più aumentano le probabilità di essere lucido, ed è a causa di ciò che il marinaio protagonista ed i suoi amici hanno sempre un'aria di cinismo che non riesce nemmeno a sciogliersi negli eventi dolorosi. Vi è una chiara denuncia nel proporre un personaggio senza radici, che viaggia senza grandi effetti personali e non cerca di aggrapparsi a qualsiasi cosa, ma che ti fornisce un'immagine di un eroe accanito. È come dire che tutti i progressi tecnologici, politici e sociali, tutti i comfort e le possibilità della città sono solo illusioni, perché, alla fine, l'uomo è abbandonato al nulla".



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