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HEIDEGGER/ Certe domande sono più grandi delle risposte

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Martin Heidegger (1889-1976) (Immagine d'archivio)  Martin Heidegger (1889-1976) (Immagine d'archivio)

Cosa vuol dire pensare con Heidegger oggi? In che misura la domanda heideggeriana è in grado di essere considerata attuale? Queste sono solo alcune delle tante domande che hanno animato giovedì scorso il dibattito tenutosi presso l'Università Statale di Milano in occasione della presentazione del nuovo libro di Costantino Esposito, Heidegger. Che sia davvero possibile parlare di un'attualità di Heidegger è stato innanzitutto evidente dalla grande presenza di professori, studenti e dottorandi che hanno partecipato attivamente ad una discussione durata più di tre ore. I relatori, Rossella Fabbrichesi (Università di Milano), Eugenio Mazzarella (Università di Napoli Federico II) e Stefano Poggi (Università di Firenze), moderati da Carmine Di Martino (Università di Milano), hanno recensito l'opera alla presenza dell'autore.

Lo stesso Esposito ha definito il libro come "di servizio", per cercare di far intendere quale sia la posta in gioco del pensiero di Heidegger, e tutti i relatori sono stati concordi con la professoressa Fabbrichesi che lo ha definito "utile, leggibile, perspicuo e fluido" e addirittura "necessario", nell'ottica di un ripensamento volto alla comprensione del "poco accessibile", ma allo stesso tempo fondamentale, pensiero del filosofo di Essere e Tempo.

L'elemento di continuità del dibattito è stato l'attualità della domanda filosofica alla radice dell'indagine heideggeriana, che, ancora oggi, suscita un grande interesse per il suo porre al centro l'uomo, inteso come il luogo sorgivo della verità, in cui solo può emergere e delinearsi il significato del mondo e della storia. La domanda fondamentale nell'opera heideggeriana, ha ripetuto più volte Esposito, è proprio quella che identifica all'origine il "rapporto tra l'uomo e l'essere", il destino ed il senso che l'esistenza umana può assumere: ecco la vera posta in gioco della filosofia, l'unica in grado di rendere interessante la ricerca. Tale domanda è ancora oggi "aperta e non evadibile", ha detto Mazzarella, almeno finché ci sarà l'"esserci", un essere umano che si interroghi sulla propria condizione. Ciò rende la filosofia di Heidegger una "scienza originaria", sulla cui genesi e sviluppo l'opera di Esposito getta una nuova luce, una nuova chiave di lettura, svincolata da una più tradizionale analisi che cerchi di circoscrivere il pensiero di Heidegger in un sistema definito. Inoltre, in quest'ottica, il nocciolo filosofico dell'interrogativo heideggeriano viene a coincidere con il cuore pulsante della filosofia stessa, esplicitando cioè che l'origine del filosofare sorge dall'interesse dell'uomo nei confronti della realtà.

Proprio per questo, la domanda heideggeriana appare come l'esplicitazione della domanda essenziale di ogni uomo e fornisce un metodo nuovo per scoprire la tradizione come qualcosa di proprio, illuminando gli interrogativi posti in ogni momento storico. 



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