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LETTURE/ Finkielkraut, il racconto di un imprevisto vale più di mille teorie

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Ecco quindi che l'avvenimento può avere i connotati dell'incontro con il volto dell'altro come accade nel film Schindler's list di Spielberg dove il cambiamento si innesca solo quando si è catturati dal volto degli uomini. È il caso anche di Tzvetan Todorov, celebre linguista bulgaro, che abbandona i circoli strutturalisti soprattutto in seguito all'incontro con Isaiah Berlin di cui scrive: "Le sue occupazioni erano lontane dalla poetica e dalla semiotica e tuttavia quanto diceva sulla politica, la storia e gli esseri mi toccava profondamente. Sentivo di non dovere più mettere tra parentesi questa parte di me. Retrospettivamente trovo questo fatto un bene: è un bene che un altro individuo possa entrare in te e sconvolgere i tuoi schemi di interpretazione del mondo, obbligandoti a forgiarne di nuovi".

Nel caso di Roland Barthes invece l'avvenimento assume i tratti di un evento tragico e insopportabile come la morte della madre. L'illustre rappresentante del poststrutturalismo – che aveva proclamato nel 1968 il principio testuale della "morte dell'autore" – riscopre la "persona" attraverso il dolore per la scomparsa della persona amata. In seguito a quell'evento Barthes dirà: "Di colpo, essere moderno mi è diventato indifferente". 

La grande lezione di Finkielkraut consiste nel comunicarci che solo un avvenimento di questa portata è in grado di "riabilitare" la realtà e lo fa prima, suscitando in noi il desiderio di ridestare il passato che viene improvvisamente a mancare (Barthes) e poi infondendoci una profonda gratitudine per l'incontro che abbiamo vissuto (Todorov).

(Cecilia Ricci)

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