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HALLOWEEN 2013/ Una brutta parodia della religiosità cristiana

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Dagli schermi di Hollywood e dalle irrequiete città americane la messinscena di Halloween si è poi estesa anche alla vecchia Europa, con tutto il suo corteo di articoli più o meno macabri - teschi, scheletri, streghe - che non si propone tanto come una forma di neopaganesimo, come un culto esoterico, ma semplicemente come una parodia della religiosità cristiana autentica, a fini prevalentemente consumistici: vendere un po' di prodotti carnevaleschi in più (il merchandising di Halloween), nonché spazi pubblicitari nei film dell'orrore mandati sulle reti televisive.

Halloween è proposta commercialmente come una festa giovane, divertente, diversa, "trasgressiva": ci si traveste da fantasma, strega o zombie e si balla nelle feste. 

Che fare dunque nei confronti di Halloween? Recuperare il significato autentico di Ognissanti. Tradizioni popolari comprese. Quando la morte non faceva orrore il 1° novembre si confezionavano dei dolci di forma particolare, detti "ossa dei morti". Alla vigilia dei Morti i bambini andavano di casa in casa per ricevere in dono fave, castagne bollite e fichi secchi.

Il banchetto di Ognissanti era un’usanza registrata in molte regioni: quando arrivano in casa, i defunti devono trovare anche cibo e ristoro. Nella saggezza popolare dunque si è sempre ritenuto che dei morti non bisogna avere paura. Questa certezza emerge, oltre che dal folklore popolare, anche da qualche esempio letterario: il più bel romanzo che sia stato scritto su Halloween, senza orrori e stregonerie, è  quello di cui è autore Charles Williams, scrittore cristiano inglese, amico di Tolkien e Lewis. Il titolo inglese, All Hallows' Eve, ci riporta al senso autentico di Ognissanti e della sua vigilia. 

Il romanzo, attraverso il vagare per Londra la sera del 31 ottobre degli spiriti di due donne morte, esplora i significati della sofferenza umana e dell’empatia tra le persone, oltrepassando la barriera tra la vita e la morte, in un confronto dove la magia oscura soccombe di fronte all’Amore Divino. 

In conclusione, anche se l’attuale Halloween è  semplicemente una festività consumistica, buona solo per far fare il pieno alle discoteche, un carnevale con un tocco di macabro, può essere comunque un’occasione da non perdere.

Ad Ognissanti va ridato tutto il suo antico significato, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal quale è stata rivestita. Si faccia festa, dunque, una festa a lungo attesa, e si spieghi chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l’avvicinarsi dell’inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Si mangino zucche, fave e dolci. Si educhino i bambini a considerar la morte come evento umano, naturale, di cui non aver paura. 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
31/10/2013 - Halloween è solo un businees! (claudia mazzola)

Io faccio festa lo stesso con la comunione dei Santi, in famiglia pranzando a pesce, perchè il cristianesimo è una gioia e anche sabato per i morti niente tristezza, detto da una viva è facile!