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LETTURE/ "L'amore sempre": cosa ci insegna chi sta per morire?

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Ciò non toglie che molte volte sia proprio quest'ultimo a insistere per ottenerla; eppure "la richiesta di eutanasia" – secondo l'annosa esperienza dell'autore – "sorge nella maggior parte dei casi dalla paura del dolore e della solitudine e dalla perdita di status". Una simile opzione estrema può comunque venire abbandonata "quando, escluso ogni accanimento terapeutico e soppresso o attenuato il dolore fisico, gli ultimi giorni sono riportati in quello spazio di dignità, relazioni, amicizie e amore che ha dato senso alla vita". E allora, per stare accanto in modo proficuo a un morente bisogna dapprima accettare la nostra fondamentale vulnerabilità e impotenza. Solo così è possibile esaudire quello che è forse il desiderio più urgente dei malati terminali, consentendo loro di esprimere senza vergogna timori, crucci, sentimenti e in primo luogo la necessità di essere riconosciuti quali persone bisognose d'una relazione affettuosa e di una cura non più rivolta a guarire bensì orientata a una sollecitudine fatta di benevolenza e ascolto.

Ma il libro di Stajano non è solo una riflessione su come vivere il periodo che precede la morte, non è appena il resoconto esemplare di varie modalità individuali d'approccio al momento conclusivo dell'esistenza. L'amore, sempre è prosa che trasuda poesia, è narrazione all'insegna di un'emozione (quella suscitata dallo stare accanto a chi soffre) che va al di là delle parole e si fa prassi empatica, si traduce cioè in vicinanza calorosa, divenendo rapporto non superficiale ma di profonda, pietosissima umanità. Stare accanto ai morenti, infine, significa pure farci consapevoli della sostanziale provvisorietà che ci contraddistingue e che al contempo rende prezioso ogni istante vissuto appieno, con consapevolezza ed autenticità. Perciò "I malati in fine di vita ci offrono, talvolta loro malgrado, un esempio e un modello: il progressivo distacco da quello che nella loro vita era al centro delle loro attività e preoccupazioni. Si liberano gradualmente da tutti i condizionamenti che, nella frenesia dell'agire, hanno ingombrato la loro esistenza e ci aiutano a scoprire che alla fine restano vitali e indelebili solo le esperienze e le manifestazioni dell'amore".

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Attilio Stajano, "L'amore, sempre. Il senso della vita nel racconto dei malati terminali", Lindau, 2013. (Francesco Roat è volontario della Lilt - Lega italiana per la lotta contro i tumori - e dell'Hospice di Trento)



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