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9 OTTOBRE 1963/ Vajont: lo sbaglio, l'orgoglio e la colpa

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A Longarone si scava dopo la tragedia del Vajont (Immagine d'archivio)  A Longarone si scava dopo la tragedia del Vajont (Immagine d'archivio)

Guardo mio figlio che ha finito il compito e so che parlerò: non gli racconterò la vicenda, né l'emozione, lo faranno altri. L'emozione del racconto può mettere in secondo piano la verità, il giudizio. Gli dovrò dire di chi ha costruito, pensando di essere più forte, una casa-diga sulla sabbia.

Di chi non ha avvisato, si è nascosto dentro la presunzione e l'orgoglio. Degli innocenti.

Sì, anche noi abbiamo una diga sopra la testa, ognuno di noi. 

Dobbiamo saperlo, esserne coscienti.

Scegliere se stare o andare, scegliere come e perché vivere. O morire. O tacere.

Soprattutto, a chi credere.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
07/10/2013 - Tutti ne fummo vittime (Francesco Giuseppe Pianori)

Che bell'articolo! L'ho letto fra le lacrime! Grazie