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RUSSIA/ Optìna-Pustyn', il monastero che ha ispirato Dostoevskij e Tolstoj

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Cupole ortodosse (Infophoto)  Cupole ortodosse (Infophoto)

A Optina-Pustyn' una delle chiese è dedicata alla Madonna di Vladimir, l'icona più celebre e riprodotta, nota come Madonna della Tenerezza (quella in cui Maria e Gesù si toccano l'un l'altra le guance), protettrice della Russia; un'altra è dedicata alla Madonna di Kazan', la cui icona originaria, dipinta a Costantinopoli, dopo numerose peripezie era finita a Fatima e fu restituita nel 1993 da Giovanni Paolo II al Patriarca con una solenne cerimonia. 

Tra una chiesa e l'altra ci sono vie, giardini, piazzette, anche il cimitero dei monaci, con le tipiche croci a sette punte, in legno o ferro battuto. Il clima è di un calmo e intenso raccoglimento, resistente persino al negozio di souvenir o al bar, ma non troppo pesante. Sembra tutto molto semplice. Davanti a una delle chiese un numeroso gruppo di soldati prega e ascolta il racconto di una monaca. Altri monaci, solenni nelle loro tonache nere e, anche se giovani, con le lunghe barbe, passano in continuazione e la gente li saluta, li ferma e loro ascoltano, rispondono e benedicono. 

Optina-Pustyn' è anche importante per la memoria letteraria. Nel vicino monastero femminile di Šamordino, dov'era suora la sorella, veniva Lev Tolstoj, nell'ultima fase della sua vita, quando rifiutò le istituzioni e i rituali della chiesa in nome di un cristianesimo etico, non violento, teso al servizio dei poveri, secondo la sua pedagogia che aveva al centro gli amati contadini della sua terra, venendo talvolta vestito da contadino lui stesso, dopo aver percorso a piedi i 170 km che lo distanziavano dalla sua tenuta. 

Šamordino ha una chiesa centrale rossa con i muri interni bianchissimi, sui quali spiccano numerose icone. Di fronte ad esse Eliana Di Caro, giornalista culturale della Domenica del Sole 24 Ore, sussurra: "Questo luogo, con le sue icone, è universale, non ha alcun bisogno di spiegazioni per essere compreso". Le visite a Optina hanno influito sulla scrittura di Gogol' ed i colloqui coi monaci l'hanno portato al tardo pentimento e al tentativo di distruzione della sua opera; qui Leontev si fece monaco; soprattutto qui veniva Fedor Dostoevskij, assieme a Vladimir Solovev, a far visita allo starets Amvrosij, di cui esiste un'icona e che ispirò lo starets Zosima dei Fratelli Karamazov.

Dostoevskij ricevette a Optina consigli fondamentali per la sua vita e missione di scrittore, tanto da confessare ai suoi lettori: "Sareste sorpresi se vi assicuro che proprio dalle preghiere di questi umili cercatori di solitudine e di silenzio verrà la salvezza della Russia". Questo è il luogo dove Dostoevskij ha ideato la sua frase più nota, tanto che Luca Doninelli mi dice: "Qui ho capito per la prima volta il significato pratico dell'espressione la bellezza salverà il mondo"



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