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LETTURE/ Milano, un marito e una famiglia: ecco "qualcosa di diverso"

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Milano (Infophoto)  Milano (Infophoto)

"Se per la teoria dei sei gradi di separazione, infatti, si possono connettere persone sconosciute per mezzo di soli cinque intermediari, in un paesello con poche migliaia di abitanti, questo si traduce in una eccezionale catena informativa: sfruttando anche meno di cinque conoscenze (purchè quelle giuste) si riescono a far saltar fuori dichiarazioni dei redditi, fedine penali e test dell'Hiv degli ultimi tre anni" (p. 67): vivendo in un'analoga realtà, posso assicurare che è tutto verissimo, e, anzi, grazie ai rumores di tacitiana memoria, si può risalire molto più indietro nel tempo: altro che tre anni! 

Ovviamente, se però l'aspirante marito della figlia viene persino da Milano, il discorso cambia; e, per giunta – orrore! − non è nemmeno automunito, peccato capitale in una realtà, come quella paesana, in cui le quotazioni Mibtel di un giovane uomo sono valutate come direttamente proporzionali alla cilindrata della macchina. Sono proprio questi e altri particolari a lasciare inizialmente perplessi, non tanto i genitori, quanto la protagonista stessa, quasi incredula di fronte a quanto le accade. A partire dal brusco cambio di progetti e aspettative circa il lavoro: "Oltre a una campana antiatomica, se restassi al paese (e quindi rinunciassi a rincorrere il mio promesso) avrei un lavoro pronto per la mia laurea fresca. Anzi, un signor lavoro ambito da fior di coetanei: un'occupazione da figlia d'imprenditore" (ibid.). Ma una vita così senza imprevisti, una via così preordinata "spianata come un'autostrada di cemento appena steso" non è quello cui, coraggiosamente, la protagonista sente di essere chiamata. 

E così inizia la sua avventura cittadina, riscaldata dall'affetto della sua nuova famiglia, presto arricchita da tre vivaci e impegnativi bambini, e in cui l'originalità del sempre innamorato marito porta sempre una ventata di "qualcosa di diverso": un episodio per tutti è quello in cui il consorte, dopo avere conseguito una seconda laurea, valuta molto seriamente la possibilità di un dottorato in psicologia negli Usa. In questo frangente, la giovane moglie, sempre pronta a fantasticare, con un occhio, però, da buona laureata in  matematica, alla realtà, forse si immagina già mollemente allungata su una spiaggia californiana, o a scorrazzare per Rodeo Drive: mentre, in realtà, è forse un bene che il progetto alla fine non vada in porto, perché l'università opzionata era quella di Ann Arbor, dove, data la latitudine, si sta comodamente immersi nella neve sino al ginocchio per cinque mesi all'anno e in cui si rischia di rimpiangere persino il clima di Milano. Insomma: ogni vita familiare è sorprendente, e, a modo suo, indimenticabile e unica, perché, come scrive l'autrice, è solo quando si lascia agire il Mistero, che si possono scoprire tante cose impreviste sul prossimo, ma, soprattutto, su noi stessi. 

Insomma…ma chi l'ha detto che la vita di famiglia è noiosa?

Marcella Manghi Catania, "Qualcosa di diverso", Ares, Milano 2013



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