BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Diderot, una lettera all'amata tradisce 25 anni di ateismo

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Louis-Michel van Loo, Diderot (1767) (Immagine d'archivio)  Louis-Michel van Loo, Diderot (1767) (Immagine d'archivio)

È il caso per esempio dell'articolo dedicato alla voce nascere. Diderot lo estrapolò da una lettera all'amante e recita: "Venire al mondo. Se si dovesse dare una definizione rigorosa di queste due parole, nascere e morire, si incontrerebbero delle difficoltà. Ciò che ne diremo è puramente 'sistematico'. Propriamente parlando non si nasce affatto; si era dall'inizio del mondo e ci saremo fino alla sua consumazione. Un ente che viveva si è accresciuto, sviluppato fino ad un certo termine per la giustapposizione successiva di infinite molecole. Passato questo termine, l'ente decresce e si risolve in molecole separate che vanno ad espandersi nella massa generale e comune".

Come è evidente non è "un sapere tranquillo" come dice Leca-Tsiomis, quello che passa dalle pagine dell'Ecyclopédie, e non può non farci riflettere sul fatto che un progetto che aveva già come scopo un'Enciclopedia era stato espressamente di origine massonica, secondo quanto dichiarò Ramsay − eminente franc-masson − a Parigi nel 1737. Allora egli affermava che "tutti i grandi Maestri in Germania, Inghilterra, Italia e tutta Europa esortano i sapienti e gli artisti della Fraternità ad unirsi per fornire i materiali di un Dizionario universale di tutte le arti liberali e di tutte le scienze utili, escludendo teologia e politica".

Nulla prova che Diderot sia stato iscritto a qualche loggia. Di certo sappiamo che riteneva che fosse imperativo "riunire le conoscenze sparse sulla faccia della terra, esporle in sistema generale e trasmetterle agli uomini affinché i nostri nipoti divenendo più istruiti divengano contemporaneamente  più virtuosi e più felici" .

Da qui la grande intuizione circa la lingua come veicolo di conoscenze e quindi modello costitutivo di ogni usanza, vettore di ogni pregiudizio implicito della società. Di qui il suo "interrogare le parole", perché il carattere di un vero buon dizionario è quello di "cambiare il comune modo di pensare". I 17 volumi finali a fianco dei quali se ne disporranno ben 11 di sole tavole, danno l'idea di come il nuovo linguaggio, proprio anche attraverso l'illustrazione (oggi diremmo la televisione o la pubblicità) sia un nuovo modo elettivo di interpretare, attraverso quella che si vuole un a pura descrizione conoscitiva, l'uomo e il suo mondo.

E se la realtà  per Diderot − come da lui sostenuto e ribadito − era una realtà puramente materialistica, tanto da giungere a definirla nel Sogno di d'Alembert una "fermentazione generale dell'Universo", piace pensare qui alla chiusa di una delle sue lettere all'amata in cui, venendo ormai a essersi del tutto consumata la candela che gli rischiarava la notte incipiente, aggiunge in tutta fretta, giacché al buio non riusciva più a scrivere: "Dove non ci sarà nulla, leggete, vi prego, ti amo".

Chissà, dove non ci sarà più nulla di materiale, forse, resterà sempre la possibilità di vedere quello che gli occhi e i sensi non vedono. La cosa più importante.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.