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LETTURE/ Berlusconi? Un "giacobino" andato a male

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Silvio Berlusconi (Infophoto)  Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il berlusconismo nella storia d'Italia di Giovanni Orsina (Marsilio, 2013) non è un libro di politica, è un libro di storia e di teoria politica per comprendere non solo le forme e gli strumenti del berlusconismo, ma la sua sostanza storico-politica, le ragioni della sua ascesa e del suo declino. Pertanto esso merita assai più di una recensione, serve un riassunto.

Il lavoro di Orsina colloca il fenomeno berlusconiano lungo l'asse diacronico della lunga durata della storia italiana. Il che non significa riproporre lo schema di molti analisti, secondo cui il berlusconismo ha a che fare con la storia italiana solo nel senso che ne riprenderebbe i tratti antropologici peggiori: familismo amorale, sfiducia nello Stato, violazione sistematica delle regole ecc... Orsina fa un passo in avanti: il berlusconismo non solo come frutto dell'anomalia italiana, ma anche come tentativo di risolverla. A questo aggiunge un altro approccio: lo studio del berlusconismo dal punto di vista di chi lo ha votato. 

Il fatto è che quello del berlusconismo è un universo tolemaico, finora studiato quasi esclusivamente da seguaci intransigenti e irascibili di Copernico. Il libro invece propone, per comprendere non solo "la pancia", ma anche "la testa" del berlusconismo, di sostituire alle spiegazioni fondate sulla scarsa intelligenza, scarsa moralità, scarsa razionalità ecc. degli elettori di Berlusconi un'analisi della loro diversa intelligenza, diversa moralità, diversa razionalità. 

Da ultimo, propone un approccio non solo italiano: il berlusconismo come manifestazione italiana di trasformazioni della democrazia post-novecentesca a livello mondiale, al cospetto dei fenomeni di globalizzazione e di integrazione difficile delle unità statali in contesti sovranazionali. Da questo punto di vista il caso italiano è un caso eclatante di post-democrazia o, per usare l'espressione di Pierre Rosanvallon, di "contro-democrazia".

La questione italiana e il giacobinismo andato a male - La tesi del libro è che il berlusconismo è frutto della peculiarità italiana, quello che il sinistrese politologico degli anni 60/70 del Novecento chiamava "il caso italiano". In che cosa consiste? Che l'Italia si è presentata sulla scena degli Stati nazionali nell'800 come paese mediterraneo arretrato rispetto ai paesi europei del nord. Le classi dirigenti del Paese, a partire dall'intervento napoleonico in Italia, hanno adottato il modello giacobino. Lo strumento per fare uscire a tappe forzate l'Italia dall'arretratezza è tutto politico: uno stato, un partito, una rivoluzione. 

La chiave di lettura della vicenda italiana, secondo Orsina, è "quella delle operazioni in senso lato giacobine, ortopediche e pedagogiche", che lungo i vari regimi (liberale, fascista, repubblicano) hanno tentato di realizzare dall'alto, appunto attraverso apparati politico-istituzionali-amministrativi ortopedici, il raddrizzamento e la rieducazione del Paese. 



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