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KENNEDY/ Teodori: il presidente (in parte) fallì, il "cattolico" no

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John Fitzgerald Kennedy (1917-1963) (arte.it)  John Fitzgerald Kennedy (1917-1963) (arte.it)

In maniera decisiva. Prima di allora la tv non aveva mai seguito il presidente come avvenne per JFK, cosa che poi è continuata con sempre maggiore intensità. Molti osservatori  sono dell'opinione che Kennedy non sarebbe stato eletto presidente se non ci fosse stato il famoso dibattito televisivo con Nixon.

Nel quale Kennedy si mostrò come il "nuovo" contro il "vecchio" rappresentato da Nixon.
Proprio così. La tv mise in evidenza le qualità di comunicazione di Kennedy: lo stile nuovo, giovane e diverso che fece la differenza con Nixon e lo portò alla Casa bianca. 

Kennedy è stato il primo presidente cattolico degli Stati Uniti, ma anche l'ultimo. La sua elezione c'entra in qualche modo con la sua fede cattolica?
No. La sua elezione è scaturita da una serie di elementi politici e sociali rappresentati dalla sua personalità. In quei primi anni 60 l'egemonia wasp (bianco, anglosassone e protestante, nda) comincia a declinare senza più riprendersi. Oggi si parla dei non-bianchi e cioè dei latinos, dei neri e degli orientali come dei guppi etnici che tra qualche anno supereranno in numero i bianchi. Ma cinquant'anni fa era in corso un altro fenomeno demografico, quindi elettorale: le minoranze etniche bianche non wasp cominciavano a sopravanzare, dal punto di vista quantitativo e della presenza pubblica, il vecchio nucleo anglosassone protestante, e questa è una delle ragioni per le quali un non protestante − nel caso di Kennedy, un cattolico − fu eletto.

Per Kennedy quanto pesò la componente etnica?
Molto. Aveva alle spalle una famiglia fortemente inserita nel nucleo etnico irlandese, che fece da volano anche agli altri gruppi cattolici, primo fra tutti quello italo-americano.

Il 2 ottobre 1960, a Huston, durante la campagna elettorale, Kennedy si trovò discutere con i ministri protestanti. La sua fede cattolica era vista come un problema, ma egli disse loro che non era tanto importante la Chiesa in cui lui credeva, ma in quale America si credeva. Secondo lei il "caso Kennedy", con il conflitto latente che poteva comportare, condizionò l'epoca successiva?
Il problema della doppia fedeltà, dello Stato da una parte e della Chiesa romana dall'altra, fu superato proprio con la presidenza Kennedy che dimostrò come un non protestante, anzi un cattolico estraneo al gruppo storicamente egemone, poteva essere un pilastro dei valori della Costituzione degli Stati Uniti come lo erano stati fino ad allora i presidenti provenienti dalla tradizionale appartenenza religiosa americana. La presidenza "cattolica" di Kennedy contribuì così a far cadere un rilevante pregiudizio verso il papato romano.  

Altro tema è quello razziale. Fu Kennedy a "salvare" i neri?



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