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DIBATTITO/ Beppe Grillo come Olivetti? Un falso storico e culturale

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Gianroberto Casaleggio con Beppe Grillo (Infophoto)  Gianroberto Casaleggio con Beppe Grillo (Infophoto)

Si dimentica troppo spesso – anche tra i cosiddetti "olivettiani" –, che la visione politica di Adriano Olivetti è elitista: egli non preconizza una democrazia diretta su base comunitaria, bensì una democrazia rappresentativa aristocratica, selezionata – in parte democraticamente – all'interno della "comunità concreta". Si tratta di una democrazia di aristoi, responsabili e responsivi, competenti e informati sui fatti. Olivetti ha in mente professionisti della politica, istruiti in istituti universitari specializzati e scelti secondo procedure (suffragio universale, suffragio ristretto, cooptazione, selezione concorsuale) adeguate al ruolo politico diversificato che essi devono ricoprire. Assai differente, mi sembra, l'ideale di selezione della classe politica espresso da Beppe Grillo.

La distanza tra il Movimento Comunità e il M5S si fa poi ancora più significativa, laddove si consideri che la preoccupazione di Adriano Olivetti era, in ottica federalista, di ribaltare la piramide del potere politico, avvicinando le istituzioni ai cittadini. L'ideale del M5S sembra invece, più che altro, quello di avvicinare i cittadini alle istituzioni, seguendo una direzione che, a lunga distanza, porta a esprimere giudizi politici su questioni per le quali non si ha competenza. Detto in altri termini, il Movimento Comunità era avverso, costitutivamente, a ogni forma di populismo e demagogia, mentre il M5S rischia a ogni passo di alimentarli.



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