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DIBATTITO/ Beppe Grillo come Olivetti? Un falso storico e culturale

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Gianroberto Casaleggio con Beppe Grillo (Infophoto)  Gianroberto Casaleggio con Beppe Grillo (Infophoto)

Se proprio si vuole, trovare analogie è sempre possibile. Anche Sandro Bondi, qualche anno fa, ne Il sole in tasca, ha accostato Adriano Olivetti a Silvio Berlusconi. Per capire, tuttavia, come sempre occorre distinguere e trovare le differenze prima ancora delle affinità.

È facile impostare un parallelo tra il Movimento Comunità e il M5S, sulla base della comune avversione per la democrazia dei partiti. È davvero necessario, tuttavia, ricordare quante (e quali) forze e personalità politiche di sinistra e destra abbiano criticato la partitocrazia? Se poi l'affinità dovesse ruotare intorno a una presunta "utopia concreta", davvero ci troveremmo nel mare magnum della storia del pensiero politico, a lottare per definire cosa e perché si tratti di "utopia" e cosa e perché risulti "concreta".

Ma procediamo con ordine. Davvero il Movimento Comunità e il Movimento 5 Stelle sono movimenti? La sociologia politica ci dovrebbe venire in aiuto e suggerire che ci si trova di fronte a un movimento nel caso in cui un numero consistente di persone si aggrega sì intorno a una o più idee politiche, ma senza che si manifesti alcuna forma di sua istituzionalizzazione, come inevitabilmente accade con la partecipazione alle elezioni e l'acquisizione di rappresentanti  all'interno di un'istituzione politica. In altre parole, non è sufficiente denominarsi "movimento" per esserlo effettivamente. Forse il Movimento Comunità non lo è mai stato. Certamente il Movimento 5  Stelle non lo è più.

Avanziamo poi nella riflessione e incontriamo il possibile parallelo tra "comunità concreta" olivettiana e "comunità virtuale" grilliana. La prima, nella concezione di Adriano Olivetti, è generata da interessi materiali definiti e stabili (la struttura economica): è individuabile a prescindere dalla consapevolezza che si ha di appartenervi (e il problema politico è appunto di suscitarla attraverso la creazione di un ente territoriale locale). La seconda scaturisce da interessi identificati non su base territoriale, bensì funzionale: è instabile, perché vi si appartiene solo se si partecipa realmente e se si nutre un sentimento, più o meno profondo, di identità di interessi. Alla luce delle leggi elementari della psicologia sociale, e a onta del senso comune, è senz'altro quella "virtuale" a poter essere definita, a rigore, "comunità". Il discrimine è, infatti, percepire consapevolmente di esserne parte.

Il vero problema di questo parallelo tra Movimento Comunità e M5S si pone, tuttavia, allorché si ragioni sulla fondamentale questione del vaglio della classe politica. La comunità olivettiana è infatti il luogo deputato alla selezione democratica e meritocratica del rappresentante politico. 



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