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IL FOGLIO vs GIUSSANI/ Senza un "amico" anche le formule di De Mattei valgono poco

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La cupola di San Pietro (Infophoto)  La cupola di San Pietro (Infophoto)

Quest'altro è certamente costituito da ciò che dice de Mattei e che mi permetto di riassumere nel termine di "ricerca razionale del Vero". Ma una tale ricerca, in un contesto di radicale assenza di Dio, non nasce nelle biblioteche ma all'interno del cammino interiore di ciascuno e non si muove, non si commuove, a partire dalla lettura di pagine sublimi, ma solo se provocata dall'impatto concreto, percepito dentro ogni propria fibra, con una speranza concreta che si è fatta carne. È l'impatto con chi crede senza riserve e ha virato la propria vita nella direzione di un rapporto serrato con la Verità rivelata che scompiglia le carte e annuncia la possibilità di incamminarsi per un sentiero che non si era mai pensato di percorrere. Detto in altri termini è l'incontro con i "testimoni" che accende il desiderio di dirigersi là dove questi indicano. Solo così il portale di una chiesa recupera, agli occhi di un uomo moderno, il proprio significato.

Ciò spiega come le attuali forme di adesione alla verità rivelata transitino sempre per la scoperta ed il riconoscimento di chi un tale incontro lo ha già fatto e lo testimonia con la propria esistenza. Sono infatti queste figure di prima linea che fanno da "compagnia" al desiderio individuale e soggettivo di verità, ne accompagnano i primi incerti passi. In qualche modo siamo molto vicini al concetto di santità e se non tutti i testimoni sono anche santi tutti i santi sono certamente testimoni. A differenza radicale dell'universo protestante che lascia l'individuo in compagnia della sua sola esperienza, il cattolicesimo mostra come non ci iscriva solo in una "tradizione credente", ma ci si leghi anche a persone concrete, ad una chiesa carnale fatta di uomini e donne di Dio, che hanno sconvolto la loro storia, prima di sconvolgere anche la nostra. Non è un caso se, accanto ai testimoni, sono le figure dei santi e soprattutto quella, decisiva, di Maria corredentrice, a detenere un peso rilevante.

Roberto de Mattei tralascia proprio questa dimensione della testimonianza – che spesso sfocia in santità – che è parte importante dell'incontro di cui parla don Giussani. L'altro non è uno qualsiasi, ma un "santo di Dio", inteso come qualcuno che ha buttato il cuore oltre l'ostacolo, con tutti i suoi limiti personali, ma anche con tutta la sua generosità. Seguirlo non ha alcun senso se non si guarda a ciò che questi ci indica: la Chiesa, con i suoi sacramenti, le verità di fede, ma anche la sua presenza concreta e la sua compagnia. Si comincia allora quel cammino che passa anche dentro i contenuti. Perché quando ci si tiene a qualcuno, tutto quello che dice o fa ci interessa. 



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COMMENTI
29/11/2013 - SECOLARIZZAZIONE (giulio caligara)

Totalmente e cordialmente d'accordo con il prof. Abruzzese. Una riprova della giustezza di quanto da lui osservato sta nella debolezza del protestantesimo tradizionale di fronte al processo di secolarizzazione.