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RUSSIA/ "Una madre misteriosa mi ha tenuto nel suo grembo"

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Sulla Piazza Rossa a Mosca (Infophoto)  Sulla Piazza Rossa a Mosca (Infophoto)

Poi tiriamo tardi a tavola, e converso di letteratura con Guglielmo Pispisa, uno degli amici della delegazione, romanziere di Messina. L'albergo è fuori città, a due chilometri. Lì, sempre con Gugliemo, Andrea Bajani e Nicola Savoca, scoviamo un biliardo e facciamo notte fonda. 

Quando gli amici crollano e si ritirano, ho ancora voglia di Russia: col mio sigaro acceso mi avvio, fuori dall'albergo, verso la città. È buio pesto. I lampioni sono rari. Sfreccia qualche rara auto, come se fosse inseguita chissà da chi. Piove appena un'acqua finissima. Sembra quasi di sentire questa terra grande, il suo respiro, il monastero in lontananza, la piazza deserta, una nostalgia che non è estranea. Quando poche ore dopo, a colazione, racconto di questa passeggiata, Svetlana, una delle nostre guide e interpreti, mi chiede con tono preoccupato: "Ma non hai incontrato gli ubriachi?". No. Non ho incontrato nessuno, se non me stesso e una terra ai confini del mondo che, come una madre misteriosa, mi ha tenuto nel suo grembo.



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