BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Così Francesco manda in fuorigioco tradizionalisti e teocon

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Dopo il Concilio tale principio si è affermato in relazione alla riflessione sulla società e sullo Stato; quindi la Chiesa al suo interno ha ampiamente mantenuto il principio di "verità", ritenendo che per le questioni morali e religiose non potesse vigere lo stesso principio che vigeva all'interno della società civile, fondata sui diritti liberal-individuali.

Ora, sembra che Francesco segua questa logica: se il rapporto di ogni cristiano con Dio non è quello di una verità astratta ma si basa su una relazione personale in coscienza («io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verità "assoluta", nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione. Ora, la verità, secondo la fede cristiana, è l'amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Dunque, la verità è una relazione!»), ciò non significa relativizzare la verità, ma declinarla e viverla in chiave personale. 

Frequentissimi, infatti, sono i suoi avvertimenti, spesso durante le omelie, contro il «cristianesimo a metà» o «di salotto», che significano un chiaro distanziamento da qualsiasi posizione relativista o liquida. Per il Papa è fondamentale che le strutture della Chiesa debbano essere strutturate secondo la logica della verità personale, quindi secondo un'idea morale-religiosa di libertà e non secondo il concetto della verità formale-assoluta. Se il nuovo Papa procede a una rigorosa applicazione di questo principio anche all'interno della Chiesa, necessariamente deve suscitare prima o poi delle resistenze paragonabili a quelle che suscitò lo stesso decreto Dignitatis humanae.

Con questo principio, però, papa Francesco segue in fondo un programma che fu definito già dal Beato Antonio Rosmini 150 anni fa, ossia che una vera e propria riforma della società, che non rimanga alla superficie ma che vada fino nei capillari spirituali del suo tessuto umano, debba iniziare con la riforma della Chiesa. Lo stesso Rosmini, pertanto, richiedeva dalla Chiesa delle riforme più rigide e più conseguenti di quanto le prevedeva per la società civile. E proprio questo, egli lo interpretava come l'applicazione più conseguente degli stessi principi che oggi sono riassunti nella dottrina sociale della Chiesa.

Detto questo, l'auspicio è una rilettura delle Cinque Piaghe della Santa Chiesa del beato roveretano proprio alla luce del pensiero di Papa Francesco.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.