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USTICA/ Cosa nasconde la campagna contro l'Itavia del 1980?

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Un DC9 dell'Italia come quello esploso su Ustica (Immagine d'archivio)  Un DC9 dell'Italia come quello esploso su Ustica (Immagine d'archivio)

La ricerca della Ranci punta anche a dimostrare che questi depistaggi volontari furono facilitati dai "depistaggi involontari" che conseguirono alla strumentalizzazione politica e mediatica dell'incidente; in questo senso, l'Itavia nel 1980 avrebbe costituito un facile capro espiatorio non solo per chi aveva interesse a occultare le prove della reale causa della strage, ma anche per chi vedeva nell'impatto suscitato da una sciagura aerea uno spazio per conseguire obiettivi politici a essa preesistenti. 

In quest'ottica l'Itavia si potrebbe anche considerare doppiamente vittima: non solo dei depistaggi dell'Aeronautica, come afferma la Cassazione, ma anche di una strumentalizzazione specchio di una certa stampa rispondente a interessi politici, e a una politica che in quel momento appiattì la sua azione su quanto veniva veicolato all'opinione pubblica. Con la sua sentenza, oggi la Corte di Cassazione ha indubbiamente reso giustizia ai discendenti di Aldo Davanzali; si spera che presto le indagini e la storia si incaricheranno di individuare i mandanti, e rendere infine giustizia alle 81 vittime di quel tragico 27 giugno. 



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