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PAPA/ Mons. Crepaldi: la pace e i poveri, Francesco ha uno sguardo nuovo

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

La prospettiva della dottrina sociale della Chiesa è presente in tutta l’Esortazione, ma si concentra soprattutto nei capitoli II e IV. In quest’ultimo capitolo, dal titolo La dimensione sociale dell’Evangelizzazione, il Santo Padre riprende con nuovi accenti i grandi temi del rapporto tra annuncio di Cristo e sua ripercussione comunitaria, tra la confessione della fede e l’impegno sociale, ma enuncia anche prospettive nuove, che arricchiscono il magistero precedente. Il tempo è superiore allo spazio, L’unità prevale sul conflitto, La realtà è più importante dell’idea, Il tutto è superiore alla parte. Si tratta di quattro prospettive nuove a partire dalle quali ripensare l’insieme delle relazioni sociali.

 

Oltre a queste quattro prospettive, ci sono altri aspetti nuovi nell’Esortazione?

Sempre dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa, un’importante novità è l’ampio approfondimento della cosiddetta "scelta preferenziale per i poveri". Il Papa ne parla dal punto di vista dell’amore evangelico di Gesù per i piccoli e gli ultimi. L’inclusione sociale dei poveri diventa qui qualcosa di più che una politica sociale. Diventa la prospettiva stessa del nostro vivere in società, l’aspetto che continuamente ci ricorda il motivo ultimo per cui esiste la comunità politica. Viviamo in un momento particolare, da questo punto di vista. La crisi economica fa aumentare le disuguaglianze e, quindi, anche i poveri e la povertà. Un nuovo sguardo sui poveri a partire dai poveri evangelicamente intesi sarà di grande aiuto per tutti.

 

Papa Francesco si dilunga molto anche sul concetto di pace sociale. Cosa ne pensa a questo proposito?

A me sembra che anche il concetto di pace sociale sia nuovo. C’è la pace diplomatica tra le nazioni, c’è la pace politica tra i partiti, ma c’è anche la pace sociale tra i ceti e tra i cittadini. Su questa si riflette poco, eppure è oggi quella più dirompente perché le disuguaglianze e la precarietà del lavoro finiscono per mettere i cittadini e i gruppi sociali gli uni contro gli altri. Il testo dell’Esortazione, a questo proposito, contiene delle salutari provocazioni indirizzate all’economia e alla politica affinché rimettano al centro la persona umana e un autentico bene comune.

 

L’Esortazione ha una forte intonazione missionaria. Come si lega alla dottrina sociale della Chiesa?

Ha ragione, la Evangelii Gaudium ha un aspetto fortemente missionario, conseguente alla impostazione cristocentrica di cui parlavo all’inizio. Tutta la Chiesa è invitata da Papa Francesco ad avere il coraggio della missione, superando inerzie ed eccessivi scrupoli che paralizzano. Questo è vero anche per la dottrina sociale della Chiesa. Giovanni Paolo II aveva scritto nella Centesimus annus che essa ha un aspetto "concreto" e "sperimentale" e invitava tutti i credenti a mettersi in gioco con coraggio, inserendosi nel grande fiume di quanti da sempre nella Chiesa hanno dato il loro impegno per il bene comune dei fratelli.

 

(Giuseppe Sabella)

in collaborazione con www.think-in.it



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