BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio, chi è davvero il più "politico"?

Pubblicazione:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

La maggiore distinzione tra gerarchia ecclesiastica e politica che ne risulta, non deve però essere letta come una "depoliticizzazione" o "de-europeizzazione" della Chiesa, bensì come la migliore garanzia per la formazione di laici cattolici "liberi e forti" che avessero potuto così realizzare i principi cristiani in politica e in economia nelle nuove realtà delle città sempre più multiculturali e in fase di cambiamento profondo (EG 74-75).

Certamente i gesti e le parole di Francesco finora non hanno lasciato indifferente alcuno. Ora sarebbe giunto il momento di capire quale debba essere la responsabilità che in questo modo ha dato a tutta la Chiesa europea, clericale e laica: agli uni di ripensare la dimensione spirituale del loro ministero, e agli altri di riscoprire la loro responsabilità politica, economica e civile. Questa responsabilità può essere riassunta, con le parole dell'esortazione, come compito di "includere" quelli che nella competizione quotidiana rimangono emarginati e di superare ogni "indifferenza" nei loro confronti che risulta dalla logica del potere e della ricchezza (EG 53-54, 186). 

Francesco non nasconde che ciò comporta il coraggio di intraprendere nuove vie in politica invece che confidare in "rimedi che sono un nuovo veleno". L'appello aggiornato di Rosmini e Sturzo che rivive nell'ultima esortazione di Francesco, è quindi quello di riscoprire, a partire da un senso autentico cristiano ed ecclesiale che non si è appiattito alle logiche politiche ed economiche della crisi, ma segua le dimensioni della carità e della dignità della persona, la "vocazione altissima" della politica (EG 205).

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.