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NATALE 2013/ La sfida di un Bambino al paganesimo di tutti i tempi

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Caravaggio, Natività coi Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi (1600?) (Immagine d'archivio)  Caravaggio, Natività coi Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi (1600?) (Immagine d'archivio)

Nel bel mezzo della storia si presenta un uomo come tutti che nel corso della sua esistenza terrena, dalla nascita fino alla umiliante e terribile morte crocifissa, va oltre tutte le dimensioni umane e per questo ci apre un portale regale che fa vedere ai grandi intellettuali e agli analfabeti che si fa strada una dimensione trascendente dell'esistenza umana. Questa non è più chiusa dentro un limitato spazio cronologico, ma trapassa ogni frontiera. Un uomo buono e misericordioso che compie segni e riti straordinari accogliendo tutti, il perbenismo borghese e le povere sventurate anime perdute della strada. 

A tutti e sempre rivela che l'amore teologico (per amore del Padre nell'interiorità della coscienza) è l'unico comportamento che salva l'uomo dal terribile quotidiano. Si rivela come segno e immagine di Dio che adora nella preghiera oltre ogni limite umano. È un uomo che manifesta come l'eterno irrompe nel tempo e lo redime dall'interno, gratuitamente. Solo attraverso Lui gli uomini possono conoscere le profondità di una pietà teologale e un amore umano disinteressato, fino al perdono, che per eccellenza è attributo di Dio. Per unica gloria di Dio.

Così un Bambino diventa speranza per l'umanità e apre a tutto il consorzio umano un raggio di luce, con cui vincere lo strazio esistenziale, debellare la malizia del mondo e aprire alla esistenza umana le altezze vertiginose della grazia celeste. Gesù Bambino dice sempre "Senza di me non potete fare nulla". È come dire in amicizia con Dio tutto è possibile anche nelle situazioni più compromesse, per volgerle al bene dell'uomo.

Con questo Natale celebrato tra molte incertezze e temute incognite altro non resta da fare che chiedere la pace, quella stessa che gli angeli annunciavano dall'alto del cielo. Un Bambino che nasce è sempre una nuova speranza per l'umanità, un raggio di sole per tutti. E Dio sa se oggi abbiamo bisogno di serenità e di concordia per trovare i sentieri dell'armonia sociale, culturale e politica. 

Natale vuol dire: finalmente Dio è con noi. Gesù Bambino aspetta che il cuore si apra per l'accoglienza serena della sua Parola, di cui solo i buoni sanno innamorarsi per viverla con amore.



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COMMENTI
23/12/2013 - Evviva arriva ancora il Bambin Gesù (claudia mazzola)

Riesco solo a pensarla come monsignor Manfredini: che l'Eterno si sia fatto un Bambino è cosa dell'altro mondo in questo mondo. Buon Natale a tutti.