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NATALE 2013/ L’"Adorazione" di Giorgione: la forza di un Bimbo cambia tutto

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Giorgione, Adorazione dei pastori (1500-05) (Immagine d'archivio)  Giorgione, Adorazione dei pastori (1500-05) (Immagine d'archivio)

Nei primi anni del Cinquecento, Giorgione ha dipinto una piccola Adorazione dei pastori (cm. 136 x 91), probabilmente destinata a un facoltoso committente veneziano, che la voleva tenere come prezioso oggetto di devozione privata. Conservata oggi alla National Gallery di Washington, la tavola ci cattura immediatamente per lo straordinario senso di simpatia tra il creato, disteso sotto le prime luci aurorali, e il fatto più importante della storia dell'umanità: la nascita di Gesù. Tutto appare straordinariamente naturale e provvidenziale. 

La felice ambientazione paesistica non è però assolutamente casuale. Giorgione l'ha costruita e concepita su due livelli differenti. Sulla sinistra colli, balze rocciose, strade e corsi d'acqua discendono luminosi dal fondo verso il primo piano, quasi a confluire in un largo e armonico movimento di cromie brune e verdastre verso il traguardo del lungo cammino dei due pastori, finalmente giunti davanti a Dio fatto Bambino. 

Il primissimo piano della Natività, spostato sulla destra, è invece dominato da una monumentale grotta, una grande spelonca che sprofonda in una misteriosa oscurità, oltre le sagome rassicuranti del bue e dell'asinello. La Sacra Famiglia è proprio sulla soglia. San Giuseppe, avvolto in un luminoso mantello arancione, col copricapo che ne identifica l'appartenenza ebraica, è esattamente sul limite tra interno ed esterno; il suo distacco verginale è accentuato dalla roccia e dalla greppia che funzionano come una transenna naturale, alla quale il vecchio canuto si appoggia inginocchiandosi in preghiera. 

Maria e il Bambino si sporgono all'aria e alla luce: è proprio la figura della Vergine a stagliarsi sul buio della grotta con vittorioso contrasto: "La luce splende nelle tenebre". Dio fatto uomo è la nuova soglia, il nuovo abbrivio per il destino di ognuno e di tutti. Maria è pure in adorazione del figlio appena partorito. Dal delicato e luminoso volto, spiccato sulla leggera scollatura, scende a terra l'ampio mantello, intensamente blu, che va a sottomettersi al lenzuolino bianco sul quale è disteso Gesù, seguendo una composizione iconografica diffusa a partire dal secondo Quattrocento a significare il parto verginale di Maria e la sua immediata, prima venerazione per il frutto divino della sua gravidanza. Il Bambino, comodamente adagiato, risponde allo sguardo attento della Madre con una mossa spontanea di curiosità e dipendenza. Anche senza i cherubini che svolazzano sulle rocce appare chiaro che sta accadendo qualcosa di sacro. 

Noi siamo i due pastori, pochi stracci e un cammino da mendicanti, ma inondati dalla stessa luce che illumina il miracolo dell'Incarnazione, suprema Bellezza. 



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COMMENTI
24/12/2013 - Seconda pagina (Silvano Rucci)

L’uomo, Credente come i Santi genitori di Gesù, fida nel Dio Creatore e durante tutta la propria esistenza, nonostante la lotta precaria per la vita sulla terra e la consapevolezza della polvere che ne resterà del suo corpo dopo la morte, ora è consapevole che Dio può creare dal nulla, quindi può restituire a ciascuno sia il proprio Corpo che il proprio Spirito. Noi con la morte non siamo degli abbandonati come cenere e rifiuti sulla terra. Questa è la Gioia immensa che proviamo nel contemplare, anno dopo anno, apparentemente un semplice Bambino appena nato, ma realmente un Essere Sacro, donatosi a noi poveri e mendicanti per condurci con Amore a Suo Padre, visto che esitiamo a farlo liberamente da soli. Il Miracolo della Natività si completa poi con la Vittoria definitiva sulla morte, nella Resurrezione del Cristo flagellato sulla Croce e ciò fa riemergere l’Umanità destinandola ad una Eternità luminosa. Questo Santo destino dopo la morte sia per sempre la nostra Gioia nel Santo Natale di nostro Signore Gesù!

 
24/12/2013 - La forza di un Bimbo ci può cambiare tutti! (Silvano Rucci)

La nascita di Gesù appare straordinariamente naturale e provvidenziale, ma quel che ci sorprende lasciandoci attoniti è il Miracolo più grande che possa essere stato donato ad un essere umano sulla terra. Il dono è immenso in quanto Dio Creatore si manifesta come Autore assoluto della Vita umana, iniziando dall’Annuncio a Maria di una incarnazione che non è naturale ma sovrannaturale. Sia Santa Maria che San Giuseppe accettano questa realtà per Fede ed Amore verso il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Noi ora tocchiamo con mano che nulla è impossibile a questo Dio che dal nulla crea tutte le cose! Il dono che ci riguarda direttamente è proprio questo: Egli crea un uomo con il Suo Verbo che si fa carne! Dio è fra noi in carne ed ossa, prima Bambino, poi anche Uomo che protegge ogni essere umano aiutandolo a realizzarsi secondo le proprie capacità naturali.