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GIORNALI/ Se papa Francesco conosce il mercato meglio dei conservatori inglesi

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Boris Johnson, conservatore, sindaco di Londra (Infophoto)  Boris Johnson, conservatore, sindaco di Londra (Infophoto)

Una cosa però è certa, le parole di Johnson stridono terribilmente con quelle che Papa Francesco ha usato nella recente esortazione apostolica Evangelii gaudium. Lungi dal negare l'importanza del mercato e la necessità della crescita economica, il Papa afferma l'impossibilità di ridurre in modo meccanico lo sviluppo alla mera crescita, così come di identificare il complesso dinamismo della persona umana con le sole relazioni di scambio, tipiche del mercato. 

Lo sviluppo, per Papa Francesco e per la tradizione della dottrina sociale della Chiesa, è una nozione qualitativa e necessita di più dimensioni, quella educativa, culturale, valoriale che il mercato non produce da sé, benché ne necessiti e se ne serva, fino a condizionarle, nel bene come nel male.

I processi di mercato hanno a che fare sempre e comunque con la persona e solo le persone, ossia la prospettiva antropologica della quale sono portatrici, sono in grado di implementare le istituzioni politiche, economiche e culturali, in modo da poter confermare ovvero smentire clamorosamente l'urticante, ma non peregrina, prospettiva del sindaco Johnson.

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COMMENTI
03/12/2013 - commento (francesco taddei)

c'è anche chi è costretto a mettersi in proprio perchè il lavoro non lo trova. e dovendo sopravvivere ogni giorno, sia per i propri bisogni, sia cercando di evitare la sottomissione ad uno stato che coccola gli ipergarantiti, spremendo gli altri. chi si mette in proprio mica diventa automaticamente benestante, anzi affronta, lui si, una vita precaria in molti punti di vista. se partendo da questa posizione ci si avvicina al macellaio o al birraio io non li condanno.