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LETTURE/ Emily Dickinson e il mistero delle sue poesie d'amore

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La casa di Emily Dickinson ad Amherst, Massachusetts, Usa (Immagine d'archivio)  La casa di Emily Dickinson ad Amherst, Massachusetts, Usa (Immagine d'archivio)

La sua solitudine corrispondeva alla superficie sotto la quale però scorreva un magma informe e carico di passione che, attraverso un lavoro solitario e quasi espiatorio, veniva disciplinato e restituito al mondo sotto forma di verso poetico.

Forse senza questa estraniazione non avremmo oggi la densa opera che invece testimonia l'emotività di una vera dama di Shalott che, pur rimanendo isolata, comprese il mondo nel rigore delle sue regole ma anche nell'insulto dei suoi inganni. La sensibilità di Emily le consentì di vedere le cose esattamente come stavano e quella certa affettazione nei rapporti sociali le venne utile per stemperare la sua inclinazione a esprimersi di conseguenza, senza molti preamboli. Agli ospiti che si recavano in visita a Homestead, pur non mostrandosi, lasciava in dono sempre dei fiori accompagnati da frasi gentili o qualche verso. Vestita di bianco, nelle sue stanze solitarie, riusciva a distillare il condensato di amore che occupava la sua anima: amore per la vita, per la famiglia, per la natura.

Purtroppo quasi tutte le lettere, la corrispondenza di anni con Susan, Mabel, le cugine Norcross, il critico letterario e abolizionista Thomas Higginson, il giornalista Samuel Bowles, vennero bruciate dopo la sua morte, per sua stessa volontà. Ci è negata dunque la sua parte più intima e meno filtrata dal rigore poetico.

Per ironia della sorta la porzione più consistente dell'opera della Dickinson fu curata proprio da colei che aveva segnato l'inizio della fine, dalla peccaminosa ma efficace Mabel Todd, che mise insieme tre volumi e li pubblicò, postumi, con l'aiuto di Thomas Higginson.

Alla fine poco importa capire chi Emily Dickinson avesse in mente, ma soprattutto nel cuore, quando scrisse le sue poesie d'amore. Potrebbe esse un uomo, una donna, forse Dio. In tutte si percepisce il gioco eterno della ricerca amorosa, dell'inseguimento silenzioso non sempre riuscito, dell'esserci pur rimanendo trasparente agli occhi dell'altro. With a flower è la prova della capacità di Emily di condensare l'emozione in pochi versi mostrando al contempo l'ascesa e la caduta del cuore. La speranza e la disillusione esistono sulla stessa riga. È anche la prova che bastano poche parole, scelte con la premura dell'emotività, per farci cadere nell'abisso dell'amore, doloroso come solo l'amore assoluto può essere.

I hide myself within my flower,
that, fading from your vase,
you, unsuspecting, feel for me
almost a loneliness.



-
(Mi nascondo nel mio fiore
che si consuma sul tuo petto,
tu, senza saperlo, mi consumi a tua volta,
e gli angeli sanno il resto.
Mi nascondo nel mio fiore che
scompare dal tuo vaso,
Tu, senza saperlo, provi per me 
quasi una tristezza.)




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