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STEPHEN KING/ Da Shining a Doctor Sleep, continua la lotta contro i demoni

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Jack Nicholson in una scena del film "Shining" di S. Kubrick (Immagine d'archivio)  Jack Nicholson in una scena del film "Shining" di S. Kubrick (Immagine d'archivio)

Anche lui, come il padre, ha problemi con l'alcol ma, invece di lasciarsi travolgere, cerca un aiuto negli Alcolisti Anonimi e prova a risalire la china. 

Non sarebbe un romanzo di Stephen King, però, senza il mistero. Dan si imbatte in una bambina bisognosa di aiuto, che condivide con lui i poteri rivelati in Shining. E stavolta i nemici non sono invisibili. Una stirpe di immortali ha preso di mira i ragazzini dotati di capacità paranormali, "the shining", appunto. Sono rappresentati come gente itinerante che vive nelle case mobili, sfruttatori che si nutrono e uccidono per poi proseguire sulla loro strada, senza mai voltarsi indietro. Persone prive di quei rimorsi che, invece, costellano la vita delle brave persone. Sono creature simili ai vampiri, e il solo fatto di possedere una forma e un nome li rende meno inquietanti, anche se non meno crudeli, dei cattivi che portarono Jack alla follia. 

È l'autore stesso a dichiarare che i demoni peggiori sono quelli che ti torturano durante la notte, quando sei sveglio e non puoi liberartene. Ai vampiri e agli altri mostri, ormai, siamo abituati: le librerie sono piene di storie che appartengono al genere horror. E pensare che per molti anni Stephen King fu guardato con sospetto dai critici, che non apprezzavano i suoi romanzi nonostante il grande successo popolare. Soltanto negli anni Novanta è avvenuto il cambiamento, quando si cominciò a comprendere che King condivideva con i grandi maestri il dono di una scrittura fluida, precisa ed efficace, uno stile visivo e la grande capacità di riflettere la propria infanzia nei libri, senza per questo cadere nella trappola dell'autobiografismo.  

"Sistemate la vostra scrivania nell'angolo e, tutte le volte che vi sedete lì a scrivere, ricordate a voi stessi perché non è al centro della stanza. La vita non è un supporto dell'arte. È il contrario", ha scritto nel già citato On Writing. L'arte non deve sostituire la vita ma analizzarla, aiutare a comprenderla, anche nei suoi aspetti più oscuri e negativi. 

L'intreccio tra la vita e la finzione è al centro di un altro dei bestseller di King, Misery, un thriller scritto nel periodo nero dell'alcolismo e pubblicato nel 1987. Come in Shining, la vicenda è ambientata in Colorado, dove lo scrittore Paul Sheldon si risveglia dal coma dopo un incidente stradale e si ritrova a casa di una sua fan, mentalmente malata e in attesa dei nuovi capitoli della sua serie preferita, Misery. L'ossessione della lettrice per l'eroina letteraria e per il suo creatore si trasforma in una furia omicida che, nonostante tutto, non riesce a distruggere in Paul la fantasia e la voglia di costruire nuove storie.



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