BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Piazzoni (Biblioteca Ap. Vaticana): da Ponziano a Benedetto, la "rinuncia" ha una lunga storia...

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

L’ultimo caso di rinuncia, il più recente anche se risale a quasi sei secoli fa, riguarda papa Gregorio XII nel 1415. La situazione che si era venuta a creare durante il grave scisma sorto al ritorno a Roma del papato dopo decenni trascorsi ad Avignone, era molto complessa: tre contendenti si ritenevano legittimi pontefici e anni di trattative perché tutti abdicassero non avevano condotto a risultato alcuno. Un concilio convocato a Costanza, dopo alterne vicende, dichiarò deposto il rappresentante della cosiddetta “obbedienza” pisana (era stato eletto da un concilio a Pisa), Giovanni XXIII, il quale venne confinato in Germania. Il papa dell’obbedienza romana, Gregorio XII, si comportò con grande dignità dichiarandosi disposto ad abdicare, ma davanti ad un concilio da lui stesso convocato. La proposta fu accolta e il 4 luglio 1415 il cardinale Dominici lesse la bolla con cui Gregorio XII convocava il concilio (lo stesso che in pratica era già riunito) e subito dopo Carlo Malatesta, signore di Rimini, lesse la rinuncia di Gregorio alla cattedra di Pietro. Il papa, che la Chiesa cattolica considera legittimo, lasciò dunque la carica con una procedura che non dava adito ad alcuna contestazione sotto il profilo giuridico o teologico. Non si procedette tuttavia immediatamente a una nuova elezione, perché il terzo contendente, Benedetto XIII dell’obbedienza avignonese, venne deposto solo due anni più tardi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.