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LETTURE/ Abelis ci spiega perché non sappiamo più donare noi stessi

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Nelle scuole di scrittura creativa si insegnano due princìpi per far funzionare una «storia»: primo, «racconta quello che sai», secondo: «all’inizio il protagonista della tua storia avrà un sogno, poi, arriverà un cattivo che cercherà di lacerare quel sogno». Abelis segue bene queste regole d’ingaggio. Mauro Leonardi, sacerdote e apprezzato autore di libri di spiritualità, incontra ogni giorno confidenze di anime che vogliono dare una svolta alla propria vita o ritrovarne il senso (per averne un’idea basta visitare il suo blog www.mauroleonardi.it). Nella metafora della pelle d’acciaio ha versato la sua esperienza che è poi racchiusa in un concetto essenziale della sua poetica: “Innamorarsi è decidere di esistere”. 

Allo stesso tempo, Leonardi ci propone un percorso di redenzione. Un bambino che lotta contro un futuro già scritto e contro molti Golia. Forse qualcuno potrà accostare questo plot alla Strada di McCarthy, ma un ulteriore richiamo cinematografico potrebbe essere Un sogno per domani (2000), film tragico e bello di Mimi Leder con un ottimo Kevin Spacey. Anche in questo caso il protagonista era un bambino a cui proprio non andava il mondo di finzioni intorno a lui. In una estrema periferia americana (un vero deserto di relazioni umane) il piccolo Trevor cercava di cambiare le cose «elargendo» buoni azioni del tutto gratuite a perfetti sconosciuti. 

Ma la storia di Abelis si potrebbe accostare anche a un altro bambino dal destino già segnato che deve far i conti con un drago: penso a Open, la straordinaria biografia di Agassi, da mesi meritatamente nelle classifiche dei libri più venduti. Il suo nemico era un “drago” a doppia testa: il padre violento e ossessivo, e la macchina “infernale”, il drago meccanico, che sparava palline da tennis a tutta velocità e contro cui il piccolo Andre doveva cimentarsi tutti i giorni, anche a costo di saltare la scuola… 

Tra i momenti più suggestivi del racconto di Leonardi ci sono le conversazioni di Abelis con Blennenort, il suo cavaliere custode. Si svolgono sui tetti del castello, sotto le stelle, e rivelano molti segreti. Questi confessioni si trovano anche in Open. E sotto le stelle c’è un indimenticabile motivational speech del nuovo coach di Agassi: «Andre, non proverò mai a cambiarti, perché non ho mai provato a cambiare nessuno. Se fossi stato capace di cambiare qualcuno avrei cambiato me stesso. Ma so che posso darti la struttura e il progetto per ottenere quello che vuoi. C’è differenza tra un cavallo da tiro e un cavallo da corsa. Non li tratti allo stesso modo. 



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