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PAPA/ Borromeo (Ordine del S. Sepolcro): anche nella rinuncia Benedetto è fedele alla Chiesa

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

Qui non possiamo fare altro che accogliere quello che dice il Papa. Benedetto XVI ha detto che le sue forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero pontificio. È stato, ripeto, un atto di coraggio, di umiltà e di responsabilità sul quale il Pontefice, lo sappiamo, ha lungamente riflettuto. Il che non vuol dire che un’altra scelta, come quella di Giovanni Paolo II, non sia più possibile.

I media, forse più della Chiesa, sembrano inquietarsi per la futura compresenza di due personalità ingombranti. Benedetto XVI però sul punto è stato molto chiaro: «per il mondo rimango nascosto», ha detto nell’udienza di giovedì scorso.
Secondo me un Papa che decide di ritirarsi in convento non è ingombrante. Vuol dire che nessuno saprà cosa pensa a proposito delle decisioni del suo successore, e non credo che il successore si potrebbe sentire in qualche modo vincolato dal fatto che precedente Pontefice, ritiratosi in preghiera, possa avere notizie sulle sue decisioni. Questo problema, e sono abbastanza vecchio per averlo sentito dibattere, non è nuovo ed esplose quando fu messo il limite dei 75 anni ai vescovi. Si è visto poi che le cose si sono andate sistemando naturalmente: alcuni vescovi sono rimasti nelle diocesi, altri se ne sono andati. A Milano il cardinale Colombo si ritirò nel Seminario Maggiore, che è a cinque minuti dal palazzo episcopale dove gli era subentrato l’arcivescovo Martini, poi cardinale.

Sempre incontrando i sacerdoti della sua diocesi, Benedetto XVI ha rievocato la sua esperienza al Concilio Vaticano II. Cosa pensa della lettura che ne ha fatto il Pontefice?
Al di là del contenuto, che non presenta a mio modo di vedere cose nuove, rimane la contrapposizione, che egli ha tenuto a sottilineare, tra il Concilio dei Padri e il Concilio «arrivato al popolo», quello dei media; augurandosi che quest’ultima immagine del Concilio, il «Concilio virtuale», si perda, e che nell’anno della fede si lavori perché il Concilio così come i suoi testi lo manifestano sia realizzato, e che la Chiesa sia realmente rinnovata. Il pensiero del Papa, probabilmente per tutto il pontificato, è stato quello di lavorare e di adoperare le proprie energie per realizzare ciò che il Concilio aveva delineato. Questo è quello che pensa il Papa; per quanto possa valere, lo penso anch’io.

Secondo lei la rinuncia di Benedetto XVI insegna qualcosa alla Chiesa di oggi?



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