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PAPA/ Barcellona: così Benedetto sfida la crisi del Padre nel nostro tempo

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

L'eredità del padre nel mondo contemporaneo, come si legge in alcuni romanzi americani, non è il ricordo dei suoi ideali e delle sue lotte ma la semplice presenza degli strumenti da barba che appartenevano anche al nonno. La catena vivente è diventata la pura presenza di oggetti inanimati. La legittimazione è essenzialmente la forza effettiva del legame amorevole che unisce un gruppo di uomini anche nelle sue forme molecolari come nella famiglia.

Al di là delle spiegazioni, che non si possono dare in un breve articolo, tutti possono constatare che la drammatica crisi della famiglia riguarda sia le madri che i padri e che proprio a partire da questo si sta verificando un fenomeno di dissociazione fra lo sviluppo mentale dei giovani e la spinta pulsionale disorganizzata che li fa agire senza alcuna consapevolezza. L'attacco alla famiglia, alla coppia, e ai ruoli paterni e materni è in realtà l'attacco più duro che una forma di cultura, più libertina che liberale, ha diffuso nelle masse delle nuove generazioni. La crisi ha finito così con l'intaccare ogni legittimazione anche delle istituzioni laiche, basta considerare come anche la vecchia democrazia parlamentare sia stata sostituita da apparati burocratici e tecnocratici, come quelli dell'Europa e del mondo intero, che gestiscono soltanto flussi finanziari. 

A fronte di questo apparato tecnico-burocratico si sono progressivamente determinati movimenti che tendono a contestare direttamente l'Unione Europea e i governi degli Stati Nazionali che vengono vissuti come un vero impoverimento di ogni forma di sovranità popolare. Quando vengono fatte le inchieste per vedere di quanta fiducia godono le istituzioni del nostro Paese, siamo costretti a costatare che né il capo del governo, né la magistratura, né le istituzioni universitarie godono oggi della fiducia convinta e della adesione affettiva dei cittadini. La corruzione così drammaticamente diffusa nel nostro Paese mostra come si sia perduto ogni senso etico e civico dell'esercizio dei vari poteri dello Stato. La corruzione denuncia la drammatica profondità di questa crisi di legittimazione accresciuta dalla finzione massmediatica dei dibattiti che vengono gestiti dalle varie televisioni. La differenza tra uno spot pubblicitario e un'argomentazione sviluppata attraverso un discorso segna il confine tra il dominio della menzogna e la ricerca della verità. 

Il problema della crisi di legittimazione, e cioè del formarsi di uno spirito collettivo capace di fronteggiare le spinte istintuali a soddisfare qualsiasi genere di bisogno, è quello di una totale assenza di fondamento di ogni regola destinata a organizzare la convivenza sociale e la vita individuale. Non esiste infatti alcuna vera elaborazione dei nuovi problemi etico-politici che lo sviluppo inaudito delle scienze, che consentono di manipolare anche l'anima delle persone, ha posto urgentemente sul tappeto. Chi condivide, come sembra potersi dedurre dalla predicazione e dal pensiero di Benedetto XVI, la visione di un'emergenza antropologica che rischia di delegittimare la stessa persona umana svuotandola di ogni libertà e responsabilità, non può non vivere tragicamente non solo il tramonto dell'Occidente ma il tramonto dell'immagine dell'uomo attraverso la quale ci siamo formati e cresciuti. 



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