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PAPA/ Barcellona: così Benedetto sfida la crisi del Padre nel nostro tempo

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Benedetto XVI (InfoPhoto)  Benedetto XVI (InfoPhoto)

L'emergenza antropologica si risolve infatti nella soppressione di ogni forma di spiritualità che liberamente ricerchi il senso della vita attraverso l'espressione del pensiero e dell'arte. Il mondo è bloccato in un'enorme tautologia senza senso e anche l'idea del progresso, che ha ispirato tanti movimenti del Novecento, appare insensata di fronte alla miseria e alla disperazione di tantissime aree del pianeta. La desertificazione dell'anima ha provocato l'impossibilità di costruire ideali che possano essere interiorizzati dalle nuove generazioni come guide pratiche per il loro agire nel mondo. 

La rinuncia del Papa denuncia questa progressiva desacralizzazione di ogni principio normativo e in particolare lo scollamento tra la struttura delle gerarchie ecclesiastiche e dei loro apparati normativo-rituali e il popolo di Dio che è caduto in uno stato di servitù e asservimento come quello degli ebrei sotto il dominio egiziano. La rinuncia del Papa è la chiusura di un'intera fase storica della Chiesa prevalentemente caratterizzata dal trono e dalle insegne del potere senza la legittimazione di una vera comunione spirituale e di un'amorevole comprensione reciproca. Sotto questo profilo la rinuncia del Papa non può essere letta laicamente come le dimissioni di un importante presidente di associazione che recepisce i principi democratici della temporalità del potere. Una siffatta interpretazione avrebbe come conseguenza inevitabile la stessa distruzione della Chiesa che non avrebbe più alcuna funzione di mediazione tra l'umano e il divino. Una Chiesa senza spiritualità o con una spiritualità superficiale ed esteriore, dopo questa rinuncia, sarebbe in preda a tutte le spinte distruttive fino alla scomparsa di ogni vero sentimento religioso. La rinuncia del Papa va letta all'interno delle dinamiche stesse che dal Vecchio Testamento ci hanno accompagnato fino ad oggi come un enorme "segno dei tempi" che invita tutti a una nuova fondazione della spiritualità della vita. 

Il Papa compie un gesto inaudito di annullamento dell'Io e di ogni sua pretesa di onnipotenza e chiama in causa direttamente lo Spirito Santo in un colloquio personale della sua coscienza con la testimonianza e il messaggio di Gesù Cristo a cui il Papa stesso ha dedicato il meglio della sua sapienza. Come il Cristo sulla Croce invoca il Padre che lo ha abbandonato a tornare a prendersi cura di lui per affrontare la croce e i dolori fisici che prova sulle proprie carni, così il Papa, dopo aver vissuto un'esperienza drammatica di abbandono e solitudine, sembra rivolgersi direttamente al Padre e al Figlio perché solo in un rinnovato rapporto con essi è possibile una rifondazione della presenza del sacro nella vita quotidiana. 



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