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IL CASO/ Ecco perché Obama vuole "venderci" la Luna

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Il presidente Usa Barack Obama (InfoPhoto)  Il presidente Usa Barack Obama (InfoPhoto)

In molti hanno ricordato la mappatura del genoma come un equivalente di questa nuova “crociata” in un ambito scientifico diverso con toni decisamente positivi. Anche lo stesso Obama l’ha fatto. Ma, a ben vedere, quando si è trattato di valutare i benefici della mappatura sul genoma, le sue parole non sono state prive di una certa ambiguità. Ha detto: “ogni dollaro investito nella mappatura del genoma ha generato 140 dollari per la nostra economia, ogni singolo dollaro” (D. Jackson, Usa Today). Curioso modo di valutare i benefici scientifici: invece di dirci quali malattie sono state curate ci dice che l’indotto di questa impresa è stato molto vantaggioso sul piano economico. Non stento a crederci. Mi viene in mente quando da ragazzino sentivo i proclami sui benefici della conquista della Luna. Certamente, anche allora ogni dollaro investito ne ha fruttati molti, ma i benefici – che io sappia – sono più o meno confinati nei sistemi di conservazione del cibo con pellicole plastiche e poche altre innovazioni sui materiali. I frutti economici cospicui venivano invece dalle esclusive televisive e dalla vendita di giocattoli o simili. Questo non esclude affatto che la mappatura del genoma non sia utile ora o in un futuro prossimo: ma in un mondo che deve fare i conti con le risorse, a prescindere da quello che dicevo sulla storia della scienza, forse questa non è la decisione migliore.

Viene un dubbio. La settimana scorsa l’agenzia di ricerca europea (Erc) ha annunciato il finanziamento di un progetto anch’esso miliardario (in euro) centrato su enti “europei” in senso lato (coordinati dal Politecnico di Losanna - Épfl) sulla produzione di un cervello artificiale (l’Italia partecipa con l’Irccs Mondino e l’Università di Pavia). Il dubbio è che siamo di fronte ad una riedizione del balletto di cifre della guerra fredda, quando Usa e Cccp gareggiavano nell’annuncio di progetti a lunga gittata sempre più grandi di quelli degli altri. È così che si ingannano i giovani ricercatori: la scienza non è una colossale e minuziosa impresa di catalogazione capillare per la quale servano necessariamente cifre colossali, salvo casi rari e particolari quando ad esempio non ci si aspettano scoperte ma solo tassonomie di cose scontate; la scienza, invece, funziona come la vita, funziona solo se ci si fida dell’imprevisto e se ci prepara a stupirci di cose semplici. 

Nel caso del cervello, per concludere, prima di metter mano alla costruzione di una mappatura a tutto campo, sarebbe bene chiarire cosa ci aspettiamo di vedere: il rischio è di usare una cartina geografica sbagliata e di trovarci a distribuire dei volantini in una regione avendo come indicazione è la pendenza del territorio.

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