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IDEE/ Attenti al trucco dei "valori non negoziabili"

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Michelangelo, David (InfoPhoto)  Michelangelo, David (InfoPhoto)

Infatti, proprio questo rischio, che è anche una delle critiche più spesso articolate nei confronti del pontificato di Ratzinger che sta per concludersi, non appare lontano nel momento in cui non avviene più l’identificazione con un partito preciso. Ma il rischio può concretizzarsi soltanto se si dimentica completamente qual è il valore centrale della coscienza cristiana in politica: l’idea di uguaglianza di tutti gli uomini e l’importanza irriducibile del singolo contro l’assolutizzazione del potere politico, e quindi i fondamenti del liberalismo. Per questo, la Chiesa deve dialogare con la politica per rivendicare il necessario contesto etico-religioso di questi valori, che oggi senz’altro sono da declinare in un ambiente eticamente e religiosamente plurale.

La Chiesa quindi come l’istanza «liberale» nella società?
Credo fortemente di sì, e che debba esercitare questa sua importanza attraverso un dialogo cosciente dell’ambiente pluralistico e della base democratica della società. La delusione nei confronti dei partiti è innanzitutto quella che essi non siano riusciti a vincere il loro «rischio naturale» di tendere verso il potere politico e lo statalismo. Questo è senz’altro un effetto della secolarizzazione e della perdita dei valori cristiani in politica. Ciò che Del Noce ha giustamente analizzato per il socialismo e i partiti che si rifanno alle sue idee vale quindi ormai anche per una destra che ha dimenticato la lezione di Sturzo e di De Gasperi. La Chiesa, in questa situazione, può solo assumersi la posizione di contrasto nei confronti del piano politico in quanto tale, favorendo i momenti e le chances di libertà – che significa: il rispetto per la persona e per la vita, il valore della famiglia e dell’educazione, e la responsabilità morale nella propria coscienza – ove essi si trovino. La libertà quindi non è l’arbitrarietà o il qualunquismo attuale, ma la valorizzazione della persona umana nel suo «sacrario» che è la coscienza.



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