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ARTE/ Volete comprarvi un Tiziano e non avete un soldo? Ecco come fare

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C’è una piccola ma buona notizia sul fronte dei beni culturali: a Torino il museo di Palazzo Madama, di proprietà comunale, ha lanciato la prima campagna di crowdfunding per l’acquisizione di un prezioso servizio di porcellana appartenuto a Massimo d’Azeglio e rintracciato in modo rocambolesco, ancora eccezionalmente integro, a fine 2011. Crowdfunding significa che i fondi per l’acquisizione verranno raccolti con una pubblica sottoscrizione: l’obiettivo è modesto, 80mila euro, ma il significato dell’azione è importante.

All’estero queste azioni sono abbastanza consuete: il Louvre, per esempio, ha una sezione apposita ribattezzata “tous mécenés” (tutti mecenati) in cui lancia periodicamente campagne per l’acquisizione di tesori messi sul mercato: l’ultima, che si è conclusa settimana scorsa, riguardava due piccole statue d’avorio del XIII secolo (un san Giovanni e una personificazione della Sinagoga) che venivano a completare uno stupendo gruppo raffigurante una Deposizione dalla Croce già in possesso del Louvre: istituzione e sponsor hanno messo i due terzi. Gli 800 milioni restanti sono stati raccolti con una pubblica sottoscrizione a cui hanno aderito oltre 4mila donatori. Nel 2011 il museo parigino aveva acquisito con la stessa procedura un capolavoro di Cranach, le Tre Grazie.

A Londra, quest’anno la National Gallery (in partnership con la National Gallery of Scotland) è riuscita a tenere in Gran Bretagna due capolavori di pazzesca bellezza di Tiziano, che il proprietario, il Duca di Sutherland, aveva deciso di mettere sul mercato: Diana e Atteone e Diana e Callisto. Anche qui una pubblica sottoscrizione ha garantito 7,4 milioni di sterline sui 100 necessari, coperti dai musei stessi e da sponsor. 

È evidente che in questi casi il significato della chiamata alla pubblica raccolta va aldilà della semplice questione economica: una volta che due grandi istituzioni come quelle citate si muovono, coprire il 100 per cento della spesa non dev’essere un grande problema. Ma il valore aggiunto di queste azioni è nella mobilitazione di una comunità attorno a un bene culturale che viene così recepito come patrimonio di tutti. L’acquisizione diventa un fatto di orgoglio collettivo.

Il crowdfunding è infatti importante perché implica una visione finalmente moderna delle istituzioni culturali, costrette a uscire dal guscio dell’autoreferenzialità, a misurarsi nel rapporto con un pubblico da convincere, da conquistare, da fidelizzare. Non è un caso che a rompere il ghiaccio in Italia sia stata una struttura come il museo, quello torinese di Palazzo Madama, che in questi anni ha mostrato di saper affrontare in modo innovativo il tema del pubblico, avviando anche quella campagna di abbonamento annuale che ha riscosso un successo davvero sorprendente (gli abbonati a Torino Musei sono oggi più degli abbonati alla Juventus, per dare un termine di paragone). 



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