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LETTURE/ Sisifo, Camus e il tentativo (vano) di essere padroni del destino

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Franz Von Stuck, Sisifo (1920) (Wikipedia)  Franz Von Stuck, Sisifo (1920) (Wikipedia)

Ma Camus contempla il suo personaggio non nella salita, ma nella discesa, prima che ricominci la fatica: ciò che lo rende vincitore è la consapevolezza della sua condizione, perché “non c’è destino che non si superi col disprezzo”. Sisifo si rende così padrone del proprio destino: “insegna la fedeltà superiore che nega gli dèi e solleva i massi…la lotta stessa verso le cime basta a riempire un cuore d’uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.

Non è certo mia intenzione giudicare l’interpretazione di Camus: ma la punizione che diviene felicità attraverso la negazione degli dèi e quindi della colpa stessa, sarebbe impensabile per l’uomo antico, che dà voce, attraverso questo o miti simili, alla vertiginosa possibilità per l’uomo di avere l’amicizia degli dèi se accetta il proprio limite.



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