BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FENOGLIO/ Alcuni buoni motivi per preferirlo a Moravia e Calvino

Pubblicazione:

Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Per chi volesse conoscere i retroscena del cantiere dello scrittore e l’ambiente piemontese in cui visse, un vademecum essenziale resta Casa Fenoglio (Sellerio, Palermo 1995) scritto dalla sorella Marisa (narratrice di vaglia). Ecco un cammeo notturno del nostro “diamante nero”: “Certe sere tornava a casa prima del solito, visibilmente gravido di pensieri da affidare alla carta. Passava veloce accanto a mia madre e a me che, sedute in cucina sul tavolo, proprio sotto la lampada, eravamo intente a qualche lavoro a maglia. Si ritirava subito nella camera della scala e attaccava a lavorare. Noi dall’alto percepivamo quei tre segni inconfondibili della sua presenza in casa: il fumo delle sigarette, la tosse, e il battere dei tasti della macchina da scrivere. Scriveva ininterrottamente per ore e nel cuore della notte quelle boccate avide e appagate di fumatore impenitente, più silenziose della tosse ma scandite come il battere della macchina da scrivere, mi davano intera la sensazione della sua concentrazione, ma anche della sua infinita lontananza da casa nostra. A un’ora imprecisata della notte, che io quasi mai percepivo da sveglia, veniva a dormire nella camera che a quel tempo dividevo con lui. Quell’altra stanza, dove aveva lavorato, finalmente muta, restava fino al mattino piena di fumo e di quell’odore acre che avevano gli inchiostri di una volta, i suoi fogli sparsi sul tavolo, in quell’apparente disordine che è invece l’ordine imperscrutabile del momento creativo… (pp. 120-129).

Naturalmente Fenoglio non è un autore facile. Però sarebbe giusto proporlo finalmente con piena indiscussa convinzione nei nostri licei. Da dove partire? Forse con il «passo breve» di Una questione privata: racconto esemplare in cui amore e guerra s’intrecciano a perfezione, ma per invogliare i giovani lettori (che poco sapranno di guerra partigiana & C.) si può anche far ricorso alle immagini. Il regista Guido Chiesa, per esempio, ha reso omaggi memorabili a Fenoglio: nel 1998 con l’omonimo documentario Una questione privata (recuperabile su Youtube, frutto di 10 mesi di lavoro e quasi 200 interviste…) e soprattutto con il film Il partigiano Johnny (2000) che brilla per fedeltà e dedizione rispetto al romanzo di partenza. Certo, i programmi non lasciano spazio a nuovi inserimenti al «canone». Beh, forse si potrebbe ridurre la quota di partecipazione a qualcun altro. Personalmente assottiglierei qualcosa alle pagine e alle ore (anche se poche) dedicate a Moravia, a Vittorini e, perché no, allo stesso Calvino...



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.