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LETTURE/ Il caso del "noir" di Banville che da Dublino a Milano cambia titolo

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John Banville (InfoPhoto)  John Banville (InfoPhoto)

Tuttavia, sulla scena testuale del noir di Black, Dylan Riley, il personaggio in questione, non è solo un “researcher”: non a caso, il protagonista John Glass intuisce che il suo interlocutore è anche qualcosa di più e di diverso che può essere reso soltanto con una straniante metafora zoomorfa, non insolita nelle consuetudini onomastiche della letteratura noir e giallistica. Riley “uno scoiattolo” (p. 7), si chiede Glass? No, “un lemure! Ecco qual era l’animale cui assomigliava Dylan Riley” (p. 15): un animale che non è un “roditore esotico” (p. 5) e il cui “nome viene dal latino lemures, che significa spettri, fantasmi” (p. 45). 

Nonostante la sua (relativamente) breve apparizione nella narrazione di Black e proprio in virtù della sua caratterizzazione zoomorfa, il “researcher” vi giganteggia in almeno tre forme assai efficaci e di rara intensità strategica dal punto di vista narrativo: quella reale (umana) del “ragazzo molto alto, magro, con la testa troppo piccola per la sua corporatura e un pomo d’Adamo grande come una palla da golf” (p. 5); quella metaforica (zoomorfa) del piccolo primate solitario e notturno dal “morso” (p. 26) fastidioso, di cui l’etologo e scrittore britannico Gerald Durrell (1925-1995) descrisse gli “occhi tondi ed ipnotici” e “le nere mani […] simili a quelle di un pianista che suona un complicato pezzo di Chopin”; quella simbolica dell’inquietante ed invincibile spettro che gli antichi Romani cercavano di esorcizzare con il rito apotropaico delle Lemurie. 

Caro Brioschi, non bastavano questi geniali dati testuali per rendere l’originaria titolazione inglese di The Lemur con un comodo ma possente Il Lemure nella versione italiana appena pubblicata dalla sua prestigiosa casa editrice, rendendo così maggiore giustizia tanto al grande scrittore irlandese, quanto ai suoi (e vostri) fedeli lettori nostrani?


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Oggi 4 marzo alle ore 18.30, al Bistrò del Tempo Ritrovato (via Foppa 4, Milano), nell’ambito del quarto incontro dell’Irish Club, 2012-2013, si discuterà Il buon informatore di Benjamin Black (John Banville) (Guanda, 2013) con Enrico Reggiani (suo il blog letterario Irish Literature and other literaria, http://wbyeats.wordpress.com/).

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