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ERMANNO OLMI/ La lettera: senza il clero miserabile che lui accusa, non avremmo Cristo

Repubblica il 4 marzo ha anticipato la prefazione dell’ultimo libro di Ermanno Olmi, “Lettera a una Chiesa che ha dimenticato Gesù”. MADDALENA BERTOLINI risponde al regista di “Centochiodi”

Ermanno Olmi (InfoPhoto) Ermanno Olmi (InfoPhoto)

Caro amico, grande regista, poeta dell’immagine, Ermanno Olmi tu, che mi hai incantato e sedotto più volte al buio di una sala, ho letto il primo capitolo (in anteprima su Repubblica il 4 marzo) del tuo nuovo libro intitolato “Cara Chiesa ti scrivo” e sono rimasta dolorosamente perplessa... proprio tu, che hai crocifisso i libri nel tuo “Centochiodi” affidi un tale messaggio alla parola scritta? 

Il sottotitolo riporta “Tra riti e scandali hai tradito Gesù Cristo”; ti inoltri in effetti su un terreno paludoso e astioso, irto di accuse, di banalità, lasciami dire: il trito rito sulla Chiesa Ricca, di denaro e di moralismi, di scandali e Prelati malati di protagonismo e egoismo, ritirati in stanze Vaticane lontane dal mondo e dai poveri. Prelati miserabili  e miserabile pure Dio, che “non è mai venuto in soccorso dell’umanità”.

Ma per te chi è Cristo Nostro Signore? Non Dio, non lo sembra davvero.

E poi chi è questa Chiesa maiuscola che maltratti?

Io sono la chiesa, amico caro, io, mio marito, i miei figli, il mio parroco, le mie amiche catechiste, vecchie carampane o ragazze in minigonna, quel manipolo di scout che fanno gite nel bosco la sera con la pila, i ragazzi che si fanno un giro in discoteca dopo la messa del sabato sera... quella coppia che somma cinque figli, quella da nove (che anche il frate ha prescritto loro i metodi naturali) e la ragazza incinta che non abortisce perché le sono sempre piaciuti i bambini... ma quanti cristiani fanno questa Santa Madre Chiesa e tu manderesti a tutti loro siffatta lettera, cotante accuse?

Ma hai contato tutte le mani che lavorano “a gratis”, cioè per Grazia di Dio e carità?

E “dove c’è carità c’è amore”, verso gli altri, i prossimi, cioè nei confronti di tutta questa società che continua a resistere e a guarire in molte piaghe per il proliferare credo di tante “brave persone”... come fai a non vedere tutte le opere buone che si continuano a compiere, ascolta ti prego, “non fanno più rumore del crescere dell’erba”...

Anche tu, non ti definiresti un brav’uomo? Magari come quello di Flannery O’Connor?

Forse tu intendevi il Clero, errore comune a molti, che mi sbandierano sotto il naso le pretese di una specie di oligarchia ecclesiastica e mi accusano: come fai a amarli?

Ebbene, io amo i miei sacerdoti, tutti, dal cappellano al Vescovo e soprattutto il Santo Padre, e sono così contenta di festeggiare un nuovo Papa senza dover piangere il carissimo Benedetto...


COMMENTI
06/03/2013 - Nessuno stupore, (Dessì Giovanni)

Olmi non ha lo Spirito Santo. Secondo Agostino, l'amore alla Chiesa è direttamente proporzionale all'effusione dello Spirito Santo. E io concordo perchè l'ho sperimentato. Da giovanissimo anch'io avevo l'atteggiamento di Olmi. Dopo aver incontrato Gesù, invece, da un giorno all'altro, mi sono innamorato della Chiesa: se avessi potuto avrei abbracciato perfino Alessandro VI! Ricordo le mie prime S. Messe da neo-convertito: nella processione alla comunione ammiravo la bellezza della Chiesa che si unisce al Suo Signore. Quando lessi Agostino - "Siamo convinti, o fratelli, che uno possiede lo Spirito Santo nella misura in cui ama la Chiesa di Cristo. ..Abbiamo dunque lo Spirito Santo se amiamo la Chiesa; e amiamo la Chiesa se rimaniamo nella sua unità e nella sua carità" (In Evang. Jo. 32,8)." capì che la presenza dello Spirito Santo in me era un fatto reale. Ricordate: quando sentite qualcuno parlare male della Chiesa, pregate per lui chiedendo che lo Spirito che ha ricevuto si effonda.

 
06/03/2013 - che tristezza... (Michela Scotti)

..il solito trito anticlericalismo! Cristo senza Chiesa, è Cristo senza carne. A me è subito venuto in mente quel miserabile peccatore di Pietro.

 
06/03/2013 - i preti, la più geniale creazione di Cristo (Claudio Baleani)

Chi critica i preti vuol dire che non ha mai avuto bisogno, che è autosufficiente e che non ha mai veramente dovuto dire addio a una persona che ha amato. Chi critica i preti significa che non ha idea del mare di solitudine e deserto che ha creato la riforma protestante. Chi critica i preti non capisce la vera genialità di Cristo che li ha pensati e voluti.