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LETTURE/ L'incredibile pretesa della "fede" atea di Severino

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Anche la democrazia, in questa lettura, non è altro che una variante, ma meno invasiva, della logica totalitaria dello Stato-tutto. La cornice sarebbe comunque la stessa: la vita ridotta a soddisfazione dei bisogni, la vita ridotta a bisogno, alla sua infinita moltiplicazione e alla sua infinita e consumistica richiesta di soddisfazione. L’Apparato come inveramento dell’uomo-bisogno, suo senso e valore ultimo. Nasce un nuovo problema? Prima o poi, la tecno-scienza lo risolverà.

Alternative? Severino offre la propria, invocando quella sua antica folgorazione sulla via di Parmenide. Noi, più concretamente, potremmo richiamare un altro sentiero, presente nella storia occidentale, legato alla cultura greca e cristiana. Quella centrato sull’idea di persona, come essere intelligente (anzitutto, e non solo come volontà), intelligente perché capace di conoscere, senza integralismi, la verità delle cose, secondo un’etica della responsabilità. La vita, socraticamente, come ricerca del senso della vita.



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