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SOCCI/ "Lettera a mia figlia": non ci appartiene neppure il dolore che viviamo

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Michelangelo, Pietà Rondanini (Immagine d'archivio)  Michelangelo, Pietà Rondanini (Immagine d'archivio)

Socci ha cercato e mendicato i volti e le testimonianze di persone che rendessero evidente l’amore di Cristo per noi, così come recita la Didaché (IV, 2): «Cercate ogni giorno il volto dei santi e trovate riposo nei loro discorsi». Vengono raccontate nel libro e si imprimono in maniera commovente e indelebile nella mente del lettore. Su tutte la storia di Chiara Corbella. «C’è una foto di Chiara che da sola demolisce Nietzsche e duecento anni di filosofie anticristiane. È un’immagine che dimostra senza alcun dubbio che Gesù di Nazareth è Dio, che è veramente risorto, è vivo qui fra noi. È […] un’istantanea molto semplice. Il volto di fanciulla di Chiara è in primo piano, con i cappelli raccolti sulla nuca che lasciano la fronte scoperta. Ha un sorriso radioso, tiene in mano il suo violino e porta una benda bianca sull’occhio destro. Di certo è un’immagine che colpisce per la bellezza di Chiara e il suo luminosissimo sorriso. Sembra un inno alla vita, alla gioia, alla giovinezza» (Socci). Chiara portava la benda perché stava perdendo l’occhio, aveva metastasi ovunque. La foto è stata scattata a Medjugorie, quando Chiara sapeva di avere poche settimane da vivere. Aveva ventotto anni, da poco sposata e aveva un figlio di un anno. Aveva perduto due figli poco dopo la nascita. Durante le prime due gravidanze erano state diagnosticate ai figli gravi malformazioni che non avrebbero permesso la loro sopravvivenza. Chiara ha voluto dare alla luce i figli, farli battezzare e abbracciarli mentre andavano in Cielo. «Siamo nati e non moriremo mai più» era solita dire.

Altri compagni di viaggio per Socci sono stati i fratelli Figini con le rispettive famiglie, da cui è nata l’esperienza di Cometa, con la scuola di formazione professionale Oliver Twist che offre l’opportunità di fare un percorso a «ragazzi che il normale sistema scolastico perdeva per strada», con un’associazione sportiva, con la Contrada degli artigiani, «cooperativa di produzione e lavoro costruita nel 2008 fra artigiani e ragazzi» e soprattutto con tanti amici e volontari che collaborano a queste opere di bellezza. Con gli amici di Cometa Socci è stato a Lourdes per pregare la Madonna.

Anche la memoria è fondamentale nel cammino della fede, la memoria di chi nella vita ti ha fatto incontrare il Cristo vivente. Don Andrea, il padrino di battesimo di Caterina, è morto di infarto pochi anni fa, a soli cinquantacinque anni, consumato letteralmente dalla missione e dall’amore concreto per l’uomo e per Cristo. Il 10 dicembre 2011 il vescovo della diocesi di Carabayllo ha reso noto che nel 2013 sarebbe stata aperta la causa di beatificazione.



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