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STORIA/ La cattiva Resistenza spiega in 5 mosse tutti i mali dell'Italia di oggi

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2. Se la Resistenza coincide con l’antifascismo significa che ad essa dev’essere dato un carattere politico. Ma la Resistenza era amor di patria al più alto livello. Mi chiedo quanti italiani conoscono l’esistenza dei partigiani autonomi, fra cui spicca la figura di Enrico Martini, “Mauri”, il comandante sotto le cui bandiere si arruolò Giuseppe Fenoglio. Cosa vuol dire “autonomi”? Senza partito, fedeli alla monarchia e allo Stato, fedeli all’Italia. E il bello è che questi reparti, comandati da militari esperti, spesso appartenenti a truppe alpine, erano le più organizzate e combattive e, insieme, quelle che avevano il migliore rapporto con la popolazione. Notevolissima anche l’efficienza e l’aggressività delle formazioni di Giustizia e Libertà, improntate a disciplina militare  e amor di patria degni del miglior Risorgimento. Le formazioni garibaldine, più numerose, non furono mai la maggioranza del movimento partigiano, specialmente nei mesi più duri e difficili ed ebbero spesso notevoli problemi organizzativi per la smania dei comandanti di gonfiare gli effettivi a scapito dell’efficienza e della sostenibilità logistica.

3. Ed è così che la Storia ufficiale della Resistenza ha inteso sostituire l’amore per il proprio Paese con la religione dell’antifascismo, falsa quanto quella nell’anticomunismo intesto come valore. Se si ama la vita non si può non essere antifascisti e anticomunisti e tanto dovrebbe bastare.

4. Ma il trionfo più notevole della storiografia resistenziale che nega i crimini dei partigiani e si smarrisce quando qualcuno di essi viene svelato in modo incontrovertibile, è l’aver convinto i politici di centrodestra che la loro storia è vera. Così assistiamo al disgustoso spettacolo di un centrodestra che rinnega quella Resistenza che ha visto eroi come Martini, Sogno, Li Gobbi, Montezemolo, Gastaldi e tanti altri. 

5. Esaltando il valore politico, questi farisei hanno sminuito il valore militare della Resistenza che non è mai stato seriamente studiato. In questo modo gli italiani si sono convinti che i partigiani non abbiano fatto granché: un gran bel risultato per gli antifascisti in servizio permanente effettivo!

Questo il quadro della situazione: ed è da questa assenza di una radice comune che deriva il disordine attuale e l’incapacità di costituire un governo, di eleggere un Presidente della Repubblica, di intraprendere una qualsivoglia riforma condivisa: perché l’unico grande momento di riscatto del nostro popolo è stato dissipato, forse per sempre.

Concludo con un accenno a una medaglia d’oro della Resistenza, un povero ragazzo di nome Gastone Rossi. La motivazione della decorazione si trova sul sito del Quirinale e parla di una morte avvenuta durante un assalto a una postazione tedesca. Sono aperte le ricerche della verità  e chissà se un Luzzatto vorrà dedicarvi la sua scienza e la sua capacità.  



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