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ORWELL/ Il Grande Fratello ci guarda ancora

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George Orwell (1903-1950) (Immagine d'archivio)  George Orwell (1903-1950) (Immagine d'archivio)

Un lucido giudizio che diventa il racconto allegorico della Fattoria degli animali, che tuttavia − paradossalmente − non trova editori disposti a pubblicarlo perché nel frattempo l’Unione Sovietica è divenuta alleata della Gran Bretagna nella Guerra mondiale. Una amarezza ulteriore, che spinse lo scrittore e la moglie a ritirarsi per un certo periodo a Jura, una remota isoletta delle Ebridi scozzesi. Il romanzo verrà pubblicato solo nel 1945, a conflitto quasi concluso, senza peraltro che lo scrittore potesse gioirne, visto che l’amata Eileen era morta improvvisamente. 

Nel 1948 – due anni prima della sua morte prematura − pubblicò infine il suo capolavoro, 1984. Siamo in una Londra del futuro, dove domina il collettivismo oligarchico, un sistema politico mostruoso che rappresenta il peggio del comunismo e del capitalismo elitario, i mali di cui Orwell aveva fatto esperienza. Le due testa dell’Idra che altri inglesi in quegli anni, in particolare Chesterton e Tolkien, avevano denunciato. Attraverso l’immaginazione e l’utopia negativa, Orwell si fece profeta di un mondo dove domina un pensiero unico. Il capo indiscusso del regime è The Big Brother, il Grande Fratello (significativamente in inglese “brother” era un appellativo stato usato dai massoni per identificarsi) il cui volto invade i teleschermi (muniti di telecamere nascoste, in modo da controllare capillarmente la popolazione) e i manifesti della propaganda. Il pensiero unico non ammette nessuna opposizione, nessuna difformità, nessuna libertà, che combatte con la sorveglianza capillare delle esistenze dei cittadini e con gli stravolgimenti culturali, a cominciare dalla censura totale sulla storia che deve essere scritta solo dai vincitori e attraverso il controllo del linguaggio, con la neolingua, che prevede l’eliminazione di tutto il lessico che ha finalità intellettuali ed esprime una ricerca. Contro questo potere enorme e mostruoso si ergono due piccole umili creature, che nello sdegno e nella consapevolezza della menzogna del potere trovano il coraggio di opporvisi, un uomo e una donna che si incontrano, che si amano, che cercano di vincere la solitudine nella quale il potere costringe i cittadini, perché una società frammentata fino all’atomizzazione degli individui diventa una massa informe perfettamente controllabile. 

Non sappiamo quanto gli addetti ai lavori e i cittadini dell’Inghilterra di oggi (e nel resto d’Europa)  avranno modo di cogliere dello straordinario pensiero di questo scrittore, o se in qualche modo la censura del nuovo pensiero unico, che per certi versi ha superato persino gli incubi di Orwell, annacquerà i contenuti della sua opera, ma in ogni caso vale decisamente la pena riscoprire i territori percorsi da questo appassionato difensore dell’umanità.

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