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RELIGIONI/ Introvigne: sette e "nuovi" cristiani, Bergoglio sa come fare...

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Papa Francesco (InfoPhoto)  Papa Francesco (InfoPhoto)

La secolarizzazione va sempre studiata a più livelli, cioè a partire da quelle che i sociologi chiamano le tre B: believing (credere), belonging (appartenere) e behaving (comportarsi). Al livello del credere non c’è grande secolarizzazione. La maggioranza degli italiani dichiara di avere un insieme di convinzioni religiose, mentre gli atei o i materialisti radicali, pur non essendo pochi, da diversi anni rimangono molto stabili e al di sotto del 10 per cento. A livello di comportamenti, la maggior parte delle persone agisce in campo morale, sociale e politico prescindendo ampiamente dalla religione. Per quanto riguarda le appartenenze, cioè della partecipazione alla vita delle comunità religiose, esiste un infinità di sfumature condizionate anche dalla variabile geografica. L’idea secondo cui le chiese sarebbero ovunque vuote è soltanto un pregiudizio, ci sono regioni come Veneto, Sicilia e Calabria dove al contrario si mantiene una buona tenuta.

 

Che cosa emerge invece dalla sua Enciclopedia delle religioni?

L’Enciclopedia è un progetto in corso dal 2001 e che è arrivato alla terza edizione. A emergere è lo squilibrio tra l’attenzione giornalistica e i dati reali. Ci sono dei fenomeni relativamente di piccole dimensioni che destano una grande attenzione giornalistica. Mi riferisco per esempio ai seguaci del defunto reverendo Moon, ai Bambini di Dio, poi ribattezzati come The Family, e agli Hare Krishna, ciascuno dei quali in Italia conta su circa un migliaio di seguaci. Realtà più vaste, come i cristiani protestanti pentecostali, che in Italia contano su 300mila persone, godono di un’attenzione giornalistica decisamente minore. Allo stesso modo, si parla molto dei gruppi musulmani più estremisti, mentre dell’oltre un milione di cristiani ortodossi presenti in Italia non si dice nulla, proprio perché sono molto tranquilli.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
25/04/2013 - commento (francesco taddei)

per tornare a "sentire" e "vivere" ogni giorno l'appartenenza recuperare un cammino comune con gli ortodossi è indispensabile. sarebbe anche un fattore di coesione con i migranti europei.