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PAPA/ Barcellona: da laico, mi chiedo se la Chiesa è disposta a seguire Francesco

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Papa Francesco (InfoPhoto)  Papa Francesco (InfoPhoto)

Abbiamo sperimentato molti grandi papi in questi ultimi decenni, ma il timbro dell’Europa con tutta la sua presunta superiorità ha sempre echeggiato nel corpo ecclesiale. La Chiesa non è stata Chiesa pastorale e troppo spesso i vescovi si sono contaminati con la politica dei poteri. Credo che papa Francesco abbia riaperto la partita del rapporto tra il cristianesimo e il mondo in termini che, superando tutte le dispute teologiche su fede e ragione, impongano a chiunque l’incontro con il Testimone dell’esperienza dell’amore tra padre e figlio, tra fratelli e tra la donna e l’uomo, come si trova soltanto nei vangeli. 

La conversione della Chiesa non riguarda tuttavia soltanto una metamorfosi dell’atteggiamento di ciascuno verso il mondo e verso il prossimo, ma anche lo scenario sociale dove operano i popoli e le collettività. Non credo che nelle prime azioni di questo papa si possa leggere una sorta d’invito ad un neospiritualismo solitario che si sviluppa nel silenzio e nella meditazione. In ciò che sta accadendo in questi giorni appare evidente, almeno a me, l’ispirazione alla concretezza del fare, assai più che l’elaborazione concettuale. Ancora una volta uscire dal tempio e mescolarsi alle persone, toccando le mani e baciando i ragazzi, denota la volontà di costruire un paradigma pratico dell’azione orientato alla fraternità e all’eguaglianza di tutte le creature di Dio.

 In questi termini non può restare assente dal cambiamento, o meglio dalla rivoluzione che dovrebbe iniziare, una lotta incruenta, ma ferma, contro l’ingiustizia e la falsità. L’Occidente che sta collassando in forme persino regressive come il razzismo e il populismo ha toccato il fondo proprio per il ritorno massiccio dell’ingiustizia e della menzogna. Lo stesso scarto fra politica e vita quotidiana è la conseguenza del disprezzo verso le realtà popolari e della delega a un’élite arrogante e autoreferenziale. L’elemento diabolico che ha pervaso lo spirito occidentale è questa idolatria del denaro e del successo che ha ridotto tutta l’esperienza umana alla coppia elementare dell’amico e del nemico. Riusciamo a trovare sempre il colpevole dei nostri guai e delle nostre difficoltà, ma non riusciamo più a trovare forme di comunione di vita che ci diano la forza di reagire collettivamente alle nuove tecniche di dominio della mente e del corpo. Il grande vuoto dell’Occidente è che non è riuscito a superare la coppia amico-nemico e a costruire un paradigma dell’amicizia e della fraternità che diventasse il vero collante dei gruppi umani. L’individualismo che ha messo al centro del mondo l’Io giunto al suo compimento edonistico ha dissolto il legame sociale e ciò che appartiene all’affettività e alla fiducia negli altri. 

È particolarmente politico, a mio parere, il voler recitare proprio al momento dell’insediamento e nel ricordo del predecessore il Padre nostro che stai nei cieli. Il Padre nostro è certamente una bellissima preghiera della riconciliazione fra le generazioni, fra il padre e il figlio, ma anche l’espressione di una fraternità che purtroppo è rimasta soltanto una vana parola nella bandiera della grande rivoluzione del 1789. Una pratica dell’amicizia fra gli uomini è tutta da inventare, come è tutto da inventare un modo di stare insieme di cui l’Io non sia la premessa del rapporto con un altro, ma ciò che nasce e si sviluppa all’interno della relazione. 



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COMMENTI
04/04/2013 - Bravo (luisella martin)

Le sue belle parole mi hanno arricchito. Ho pensato: "Fino a che potrò trovare tanta rispondenza nelle parole di un altro, vuol dire che il mondo è bello". La Chiesa non è stata mai disposta a seguire Francesco, avrebbe dovuto seguire Gesù, ma si è spesso dimenticata di farlo. Del resto il cristianesimo non é una teoria filosofica fatta per le masse, ma un incontro personale offerto a tutti, uno alla volta, però. Abbiamo avuto una schiera di santi e martiri prima e dopo Francesco d'Assisi, ma a lui resta l'onore di aver detto che seguire il Vangelo è possibile a tutti e che la scelta della povertà è gioia, offerta, dono, non privazione. Papa Francesco è il Francesco d'Assisi di oggi, come tanti ve ne sono, ma posto in alto, perché tutti possiamo vedere l'origine della bellezza di sorella povertà!

 
04/04/2013 - All'Occidente ci pensa Lui (claudia mazzola)

Gesù ci ha detto: "Non abbiate paura, Io sono con voi fino alla fine del tempo".