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BEPPE GRILLO & CASALEGGIO/ Invece di insultare Andreotti e Cl dovrebbero leggere Camus

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Alla fine del primo capitolo egli scrive: “In quella che è la nostra prova quotidiana, la rivolta svolge la stessa funzione del “cogito” nell’ordine del pensiero: è la prima evidenza. Ma questa evidenza trae l’individuo dalla sua solitudine. (…) Mi rivolto, dunque siamo”. (A. Camus, L’uomo in rivolta, tr. it. 1972, p. 30-31)

Se al cogito cartesiano l’uomo è debitore della propria esistenza, è all’atto del rivoltarsi che si deve quello che siamo. È un atto di volontà pura che fonda il nostro esserci storico. Più che di “volontà di potenza”, si tratta di “volontarismo tragico” il cui approdo nichilista sembra giustificare le forme e i linguaggi irrazionali che esprimono la protesta nei molteplici aspetti degli Indignados di oggi.

Se tutto ciò corrisponda ad una strategia politica non è dato saperlo, ma possiamo anche supporlo.

Certo è che chi ha espresso il proprio consenso in una certa direzione e lo ha fatto “per protesta” contro le piccole e grandi ingiustizie che hanno umiliato il Paese, e chi in esso continua ad aspettarsi qualcosa, sta iniziando lentamente a capire che forse quel sogno di tanti è già stato tradito.



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COMMENTI
09/05/2013 - l'esempio nell'educazione (luisella martin)

Io non ho letto Camus, ma davvero non ho capito perché dovrebbero leggerlo Grillo e Casaleggio. I quali sbagliano. Per fare capire loro che sbagliano, bisognerebbe che i politici ed i giornalisti non avessero usato lo stesso linguaggio aggressivo per anni. Ora non si può pretendere che un bambino impari l'educazione se papà bestemmia e la mamma mette in giro tutti i pettegolezzi che sente al mercato!