BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ "Lui è tornato": Hitler al potere grazie a Internet?

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

C’è poi un altro aspetto, molto intrigante. Pur essendo un testo di evasione, nel suo intento morale il libro appartiene al filone della storia controfattuale, altrimenti detta ucronia o fantastoria. La storia ipotetica non narra i fatti accaduti, ma quelli che sarebbero potuti accadere se certi snodi fossero andati diversamente (What if ?). È una corrente sotterranea, ma viva. Il cinema la utilizza a piene mani, da “La vita è meravigliosa” a “Bastardi senza gloria”. Ma anche filosofia e letteratura. Già Pascal notava che se il naso di Cleopatra fosse stato più corto la storia sarebbe stata diversa. Charles Renouvier l’ha teorizzata, immaginando un’Europa senza il cristianesimo, dopo gli Antonini. Roger Callois mette in scena un Pilato che libera Gesù. E perfino Chesterton l’ha praticata, domandandosi cosa sarebbe successo se don Giovanni d’Austria avesse spostato Maria Stuarda. 

Ora, ha senso domandarsi del passato possibile? Dei mondi alternativi? Delle opzioni perdute? Anche singolarmente, questo volgersi indietro e spesso rovellarsi delle scelte compiute è quasi istintivo. Sliding doors. Ma è giusto? 

Qualcosa di utile c’è. Ci abitua a sfuggire al determinismo positivistico, sia per il singolo sia per i popoli. Rimette al suo posto la libertà. Perché, ricorda Musil, il cammino della storia non è quello di una palla di biliardo, ma è piuttosto simile al bighellonare di una nuvola. Ma a parte questa funzione critica (Renouvier appunto), è meglio di no, meglio abbracciare i fatti. In fondo un certo attardarsi al passato denuncia uno scetticismo, che cioè non ci sia un senso, seppur nascosto, all’accaduto. “Quello che è fatto è fatto” dice il Miguel Mañara di Milosz. “Non sono d’accordo” risponde Girolama. Lei aveva un fattore in più, il solo che cambia davvero ogni passato: il perdono.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.