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IDEE/ Europa, la "terra desolata" di Eliot adesso è qui

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Obbedire, schiena curva, ma non discutere dei fondamentali. Allora, Bukovskji, cosa pensate dell’Europa? “Spiacente, figliolo, ma non ho niente di bello da dirle sull’Unione europea, se vuole possiamo parlare di altro, che ne dice del tempo?”. Sì, anche del tempo che fu, quando i padri dell’Europa (dei popoli) sprizzavano (il/un) bene da tutti i pori.

Perché il bene, un bene si affermi deve sempre esserci qualcosa che viene prima. Sappiamo bene cos’è: la realtà. Tornare ad essa e stare di fronte ad essa, con umiltà appoggiata ad un metodo certo, è la strada. La stessa che conduce al significato che sta dentro la cosa e scatta la domanda vera: cos’è l’Europa per me, che vivo in quel dominio storico, culturale e religioso? Così l’Europa mi riguarda da vicino, diventa “cosa” mia, un bene, nell’esperienza. Al di là di ogni scontatezza. Di ogni ideologia.



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COMMENTI
19/05/2013 - Il primato dell'esperienza (Giovanni Passali)

Articolo intrigante e pungente, dall'inizio (Carron) alla fine, dove si riafferma il primato della realtà, cioè dell'esperienza. Speriamo in un seguito, perché solo essendo coscienti dei valori che nascono dall'esperienza si fa cultura. E in questi tempi di barbarie culturale, c'è tanto bisogno di vera cultura.